Lo sciocco cerca scuse, il saggio cerca soluzioni…

Sono deluso e amareggiato per la sconfitta e soprattutto per questo ormai solito approccio alla sconfitta. Si è fatto peggio di 2 anni fa, si è perso 4-1 una finale di Champions in cui si partiva da quasi favoriti. Ma veramente abbiamo il coraggio di parlare di sconfitta a testa alta?

Cercando alibi, qui non si cresce. Anzi, si va indietro. Tant’è che come segnalatomi dal nostro esperto di calcio spagnolo, ci era quasi sfuggito che la stagione della Juventus lontano dallo Stadium è stata quasi disastrosa. Quanto meno preoccupante. Sconfitta a Cardiff, sconfitta a Roma, a Firenze e Milano, sia in casa Inter che in casa Milan, senza dimenticare il 3-1 al Ferraris di Genova.

Ma dato che il calcio bianconero è fatto soprattutto di letture individuali, passiamo subito allo studio della prestazione della squadra attraverso lo studio di quella dei singoli. Non ho considerato Cuadrado, momento assurdo, quasi ridicolo quello della sua espulsione. Mi ha ricordato tanto l’infortunio dell’appena entrato Pato al Camp Nou in occasione di un Barcellona – Milan 3-1.

In panchina sedeva Allegri, i cambi furono più o meno gli stessi. Nessun tentativo a caccia del tutto per tutto, nessuna leadership da parte dell’allenatore, nessuna traccia di totale trance agonistica, nessun trasporto emotivo. Nessuno invitò i centrali di difesa a crederci e a riversarsi magari nell’area avversaria. Anche in quel caso l’1-1 fu momentaneo, illusorio. Il Milan meritò di uscire dalla competizione. Basta con questi applausi senza gloria!

 – LE PAGELLE DI JUVENTUS – REAL MADRID – 

BUFFON VOTO 5. Ci ricasca, ancora una volta, nella stessa fossa da lui stesso scavata: la sudditanza psicologica nei confronti di questa coppa. Lo avevo scritto: troppo troppo, troppo teso in conferenza stampa. Un capitano non può permetterselo. Rimandato a settembre! Al suo habitat naturale, la Serie A. Disadattato!

BARZAGLI VOTO 5.5. Un’altra volta prova ad aiutare quello sprovveduto di Allegri. Approfitta di una sosta nel primo tempo per comunicare al suo “allenatore” che “da sinistra quelli la spingono troppo. Fà qualcosa”, chiede. Allegri di mestiere prepara benissimo le conferenze stampa… E la Juventus è lasciata a se stessa, ai singoli. E lui, in un contesto fatto di singoli e disorganizzazione, finisce solo soletto a cercar di tenere alta la testa o per lo meno fiero il petto. Di trascinare i compagni non è nelle sue corde. Così finisce piano piano abbandonato al destino della partita, quello voluto dal Real Madrid e non dalla Vecchia Signora. Naufragato!

BONUCCI VOTO 5. Reagisce alle presunte responsabilità sul primo goal di Ronaldo con un lancio spettacolare e tanta personalità nella gestione del possesso. Poi inciampa ancora nello stesso errore: Ronaldo! Non esplode, implode e pure lui si arrende. Del resto, società e allenatore lo volevano così, buono, stereotipato, perbenista e contenuto. Non gli è stato concesso di pretendere di più da Allegri e magari si sta abituando all’idea di non pretendere di più da se stesso? Credo di no. Fatto sta che per demeriti suoi e altrui, l’aggettivo è d’obbligo: ridimensionato

CHIELLINI VOTO 5. La lotta, specie se aerea, è il suo territorio di caccia preferito. Ma il Real fa girare il pallone a terra e in rapidità. Allegri è abbastanza convinto da volersela giocare a viso aperto, così di dare manforte al catenaccio bianconero non gli è concesso. Spaesato!

DANI ALVES VOTO 6. Vanno bene i sorrisi, vanno bene le parole di conforto e sostegno ai compagni cagati sotto. Va bene tutto questo. Ma se gli si chiede di fare contemporaneamente terzino, esterno, regista, attaccante, rifinitore, allenatore e mental coach, forse gli si chiede troppo. Abusato!

ALEX SANDRO VOTO 5.5. Si batte, non ha paura, a volte è troppo frenetico, spesso accelera troppo, ma poi è subito capace di tradurre l’unico schema di gioco stagionale preparato da Allegri nell’occasione da cui nasce il pareggio della speranza. Da rodare!

KHEDIRA VOTO 5.5. Povero ex, ciò che sento di rimproveragli è di non essersi ribellato alla formazione “preparata” da Allegri. Giocare a due, per giunta accanto ad una lumaca come Pjanic e per giunta ancora contro nientepopodimeno che il centrocampo più forte del mondo, non è da folli, né da coraggiosi, è da stupidi. La dura legge dell’ex questa volta punisce il protagonista. Innocente, quasi!

PJANIC VOTO 3. Inutile e anche questa volta vincente solo contro chi è più perdente di lui. L’errore della Roma? Puntare più sui giocatori che sugli uomini, insomma: credere ogni anno nei giocatori sbagliati. L’errore della Juventus? Aver copiato pari pari il compito di chi ha sbagliato tutto. Eterno incompiuto?

DYBALA VOTO 5. La sfrontatezza non gli manca, il piede neanche. Gli manca un vero allenatore, qualcuno che si occupi del suo talento e delle sue ambizioni. Nessuno lo ha seguito, nessuno gli ricorda che quel che fa, ancora non basta per vincere quel titolo la. Lui è calato, e vittoria facile dopo vittoria facile, la fame gli è mancata.

Di tanto in tanto evapora sia sul piano fisico che mentale, il piede ricorda Maradona, il carattere per niente. Chi non ha fame non si adatta, chi non ha fame non trova da mangiare. E lui quest’anno ha fatto almeno un passo indietro nella sua corsa personale verso quel titolo che gli competerebbe: il Pallone d’Oro. Acerbo!

HIGUAIN VOTO 1 (Il peggiore). Mi fa ridere, di scherno, di noia. Un’altra volta ho provato imbarazzo dinnanzi ad una partita decisiva disputata dal Pipita. Dal figlio d’arte, dal figlio di papà mai cresciuto che, di fronte al pericolo, più o meno mai è capace di rialzarsi con le sue sole forze. Il voto 1? È un premio per l’unica cosa buona fatta in 90 minuti: scaricare su Mandzukic le responsabilità di un serio tentativo di tiro in porta.

Poi non lo si vede più. Classico coniglio grande contro i piccoli e piccolo contro i grandi. Scompare, e con la coda tra le gambe, se la svigna. Ve lo avevo scritto la scorsa estate che dire di averlo acquistato per puntare a vincere la Champions sapeva di campagna elettorale anni 80. Lo intitolai “La Juve, Higuain… e quei seri problemi con la Champions!“. È inequivocabilmente recidivo. CODARDO

MANDZUKIC VOTO 7 (Il migliore). È l’unico della Juventus che lotta, combatte e ringhia contro tutti – anche contro quel predatore di Sergio Ramos – con la stessa naturalezza con cui lo fa contro Empoli, Pescara, Sassuolo, ecc. Anzi, contro un Bologna capita che la butti fuori da due passi, qui invece, come ogni eroe, col fuoco sotto il culo e l’odore della coppa nelle tempie, da il meglio di sé.

Tira fuori dagli abissi del suo istinto conoscenze primordiali. La fame lo spinge in cielo, oltre i limiti della sua tecnica… rovesciata ed esultanza sono una goduria! E a pensare che si parlava di Cina. Salvate il soldato Ryan. Anzi, per favore, preservate questo LEONE A RISCHIO ESTINZIONE

ALLEGRI SENZA VOTO. Ha già detto tutto lui: “L’allenatore nel calcio non serve”. Va bene non eccedere con gli schemi Sarriani, va bene non stampare dei robottini. Ma la verità è che Allegri serve a poco. E a dirla tutta, ho sempre scritto che i meriti del 4-2-3-1 nascono da una richiesta pubblica di uno degli allenatori di Allegri, quello stesso Bonucci che dopo la sconfitta di Firenze tuonò: “Serve che tutti corrano per partecipare ad entrambe le fasi. Non ho capito perché io aiuto i compagni d’attacco, e i compagni d’attacco non aiutano me e i miei compagni di difesa”.

Ma giocare con due centrocampisti contro il centrocampo galattico e quel “veramente affamato” di Casemiro è da acciughina, si! I limiti di Higuain in fase di uscita e gestione li avevo sottolineati già a inizio stagione. Possibile che lui non gli abbia visti e non sia corso ai ripari?

Eppure dato che i media da qualche anno sembrano quasi in mano alla Juve, anche questa volta il Conte Max si prenderà i complimenti per “una stagione straordinaria” durante la quale gli unici titoli sono arrivati contro una Roma sbattuta fuori dall’Europa League dal Lione e una Lazio arrivata quinta in campionato dietro la giovanissima Atalanta.

E poi ciò che sto per dire, lo scrivo proprio di pancia. Ci si può sforzare di perdonargli tutto, ma la furbizia proprio no. Sostituire Dybala magari anche per dare una dimostrazione mediatica della penuria di attaccanti nella propria rosa, è un gesto di uno squallore unico, ma già visto. Con un centrocampo a 3 il tecnico bianconero probabilmente non avrebbe regalato il goal a Casemiro, avrebbe aiutato la squadra nel difficile compito di arginare il suo grande punto debole – l’uscita palla al piede dalla propria metà campo -, e avrebbe avuto pure a disposizione un attaccante su cui puntare a gara in corso. Chi non sognerebbe di avere nella stessa squadra Dybala, Mandzukic e Higuain? Si parlava di Triplete a settembre, no?

E poi, e poi… Capisce gli errori quando ormai è troppo tardi, e così come da copione, fa le sostituzioni quando ormai la squadra è abbattuta. Si si, Allegri è in crescita, ma come scritto nell’articolo pre-partita: sinora non ha mai vinto al di fuori dei panni del favoritissimo. Scudetto alla guida del Milan di Ibra contro il Napoli degli allora bambini Cavani, Lavezzi e Hamsik, 3 scudetti con la Juventus che da 5 anni, in Serie A, compete con nessuno. Sopravvalutato? Inutile? Ognuno è libero di scegliere l’aggettivo che preferisce. Fatto sta che in questa finale è risultato… NON PERVENUTO!

JUVENTUS  VOTO 5. Incapacità di adattamento al pericolo, incapacità di evolversi, mediocrità. Chiedetelo a Darwin perché la Juventus è la squadra che ha perso più finali di Champions League. Il resto è solo chiacchiericcio per chi, cercando alibi, impedisce a se stesso di imparare. “Abbiamo perso contro il Real Madrid”, “Se avessimo chiuso il primo tempo in vantaggio magari il Real Madrid si sarebbe scoperto”, “Abbiamo comunque fatto bene”. Ho già sentito troppi messaggi diseducativi. Intanto, chiacchiera su chiacchiera, all’indomani mattina la sveglia interista farà: “CUCÙ, IL TRIPLETE NON C’È PIÙ”.

 

p.s. per i lettori occasionali

Chi legge assiduamente Okpronostico conosce benissimo il mio limite: non so amare un’unica squadra. Non tifo squadre, ma tifo IL CALCIO.  Ma capita che i lettori improvvisati, a seconda di cosa scrivo, mi accusino una volta di essere tifoso della Lazio, una volta della Roma, una volta dell’Inter, un’altra del Napoli, un’altra del Milan, un’altra ancora della Juventus.

Chi ama perdere è fatto così: cerca scuse. E dopodiché accusa. Io so solo che ha vinto chi come Ronaldo e Casemiro (entrambi risorti dalle ceneri di una vita difficile) ha avuto veramente fame di vincere per tutta la stagione e soprattutto per tutti i 95 minuti più importanti: quelli che contano!

“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

Accettando gli applausi a testa alta, non vorrete mica disonorare la memoria del club più titolato d’Italia? La squadra la fanno pure i tifosi. Il calcio non è un semplice gioco, né intrattenimento. Può essere un’occasione di spunto, una metafora in cui specchiarsi, no? Avere l’ansia di vincere non serve, ma cercare alibi di sicuro non aiuta a migliorarsi. Ora, i tifosi bianconeri, se davvero vogliono bene alla propria squadra, si tengano il cucù e lo portino in dono ai propri beniamini come ricordo, pietra miliare di una nuova esperienza.

“Dal passato puoi scappare, oppure imparare qualcosa”

disse un saggio.

 

Con Passione, 

Il Direttore