simeone

L’impressione è che il piatto sia pronto, freddo abbastanza per essere servito. I colchoneros a differenza dello scorso anno (quando furono eliminati in Champions proprio dal Real) sembrano concentrati più su se stessi e la Coppa che sul desiderio di vendetta. Ottimo segnale in casa Simeone.

E già, perché il cammino quinquennale di questo Atleti è stato così straordinario da non meritare di essere ridotto ad una mera rivalsa. Il nobile di spirito la sfida la gioca con se stesso prima che contro lo sfidante.

Eppure il 3° scontro europeo da dentro o fuori in 3 anni tra Real Madrid e Atletico ha assunto ormai le sembianze di una saga. Quel clamoroso epilogo finale del 2014, e questa riproposizione del derby nella finalissima di Champions dopo appena 2 anni… sarebbero in grado di sciogliere anche il più cinico degli inchiostri.
E in effetti non si tratta mica di una semplice partita di calcio. Non si tratta mica di un semplice derby di Madrid alla Scala del Calcio.

Real Madrid – Atlético è molto, molto di più.

Da Piccinini a Sacchi, da Sacchi a Gattuso, da Gattuso a Pablito, ormai lo sanno tutti: il contropiede ignorante è quello dei Galacticos. I Colchoneros invece, fanno un meraviglioso calcio per lo più difensivo, ma organizzatissimo e splendidamente geometrico.

Nel gioco degli schieramenti, il più preciso è stato Sandro Piccinini, che quando di fronte a sé ha un giornalista e non i numeri “ccezionali” che lo mandano in estasi, è in grado di esprimere pareri più precisi di quelli di Arrigo. Leggiamolo:

Smettiamola con questa storia dell’Atlético difensivo punto e basta. Le partite bisogna studiarle. Contro rivali di pari valore tecnico, ho visto spesso i colchoneros fare partite super aggressive sul piano offensivo. E’ chiaro che per compensare il gap con squadre dal fatturato quintuplo, non ha senso giocarsela senza pensieri a viso aperto. Per questo l’Atlético Madrid è una squadra intelligente che preferisco a questo Real“.

Già, questione d’intelligenza. Sacchi a modo suo, Trapattoni e Capello a chiare lettere, tutti e 3 si sono espressi in modo chiaro ed esplicito: “Simeone difensivista? No, intelligente“.

Ma l’Atlético non è solo intelligente. Ha pure e soprattutto il cuore. Cuore & Cervello.
Già, il Cholismo non è uno stile di gioco, è uno STILE DI VITA, non è un modo di giocare, ma un MODO DI ESSERE.

L’Atlético ha poco o nulla da spartire con il Leicester di quest’anno. Hanno in comune la FAME e il riscatto sociale…. vedi Vardy. Ma quello dei colchoneros è un progetto. Un progetto di distruzione del sistema e dell’ordine pre-costituito. Quella dei colchoneros è una Rivoluzione sociale.

Solo i cuori e i cervelli veramente chiusi possono restarne insensibili.

E’ la Rivoluzione di chi con 10 euro, da 5 anni si siede al ristorante da 100 euro, al tavolo dei magnati, dei Re del business, al tavolo di chi comanda un po’ tutto, compreso il calcio.

L’Atléti è il cuore BRIGANTE che si ribella, il cervello che si sveglia, è la resistenza intelligente all’ordine predefinito. E’ il povero che si interroga su come giocarsela alla pari con chi i suoi discepoli può comprarseli grazie a fatturati almeno 5 volte più onerosi.

Senza alcun dubbio,
Il Cholismo è l’avvenimento calcistico più romantico degli ultimi 5 anni.

Non esistono punti di vista.

Tifoso si nasce, Cholista si muore.

EPILOGO PRE-PARTITA:

Sia chiaro, questo è il mio punto di vista umano, quello che a me e allo Staff di Okpronostico negli ultimi anni ci ha consentito di favorire spesso e con successo il lavoro di Simeone.

Ma la regola “Cuore & Cervello” vale pure per me che analizzo le partite, e ci mancherebbe che dimentico di sottolineare che il Real ha vinto 15 delle 17 gare disputate dopo l’ultimo derby perso in Liga proprio contro l’Atléti. Figurati che non mi sofrzo di ricordarci che l’Atlético nei panni del quasi favorito, è ancora tutto da verificare

Come scritto nell’articolo incentrato sul pronostico, lo studio di questa partita non può non tener conto del fatto che il Real in questa Champions ha offerto più “Under 2.5” di quelli offerti dall’Atlético.

A proposito, Zidane non è altro che un Massimiliano Allegri più carismatico, meno competente e meno maturo. Se Max in questi anni ha avuto modo non solo di gestire, ma anche di interpretare e fare un minimo suoi gli insegnamenti del suo maestro Galeone, Zuizou, nientepopodimeno che Zinedine Zidane!!!!, al momento risulta solo un semplice scolaretto di Ancelotti.

Simeone dal canto suo invece, è un surrogato della garra argentina mista alla strategia (meglio nota come cazzimma) tipica italiana. Il punto debole del Cholo al momento risulta coincidere col suo punto di forza: il cuore! A volte l’istinto dell’affamato di riscatto prevale sul suo stesso cervello, e ogni qualvolta cuore e cervello non corrono insieme, questo Atlético comincia ad allungarsi andando incontro al masochismo, quello costato la finalissima di 2 anni fa…. dopo la quale lo stesso Simeone, in conferenza stampa (20 minuti dopo il 120°) dichiarò:

Non vediamo l’ora di rimetterci all’opera per migliorare, migliorare, migliorarci sempre e tornare a giocare per vincere questa Coppa. La vogliamo“.

Il Direttore

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