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Chi ha orecchie per intendere, impari da questa partita.

Troppo, troppo facile ridurre ogni volta il tutto alla fortuna, al destino, a quella che erroneamente viene definita dagli ignoranti “la lotteria dei calci di rigore”. Per arrivare bene sul dischetto ci voglio tecnica, strategia, conoscenza, sapienza.

Anche dai rigori si giudicano i calciatori, così come li abbiamo giudicati dopo la vittoria sul Psv (arrivata grazie al Cholo che infuocando i suoi tifosi indusse l’avversario all’errore decisivo).

Dietro questo successo ci sono i meriti del vincitore e i demeriti dello sconfitto. Sconfitto che oggi esce come tale, ma che al 3° indizio, rischia di divenire perdente.

Passiamo all’elenco fatidico.

I 10 MOTIVI DELLA VITTORIA DEL REAL SULL’ATLETICO:

1) SIMEONE & CO. NON SONO ABITUATI AI PANNI DEL FAVORITO

Lo avevo scritto prima, e lo ripeto dopo. L’unico grosso dubbio sul trionfo dei colchoneros era legato ad una novità assoluta: il fatto che l’Atlético fosse arrivato al cospetto del Real nei panni del quasi favorito. Avevamo scritto: l’Atlético nei panni del favorito è tutto da verificare. “X2” centratissimo alla voce pronostico principale, ma la pressione ha divorato i colchoneros, e il pallido 1° Tempo di Simeone & Co. è costato carissimo.

2) L’UMILTA’ DEL REAL

I Galacticos si sono vestiti da Colchoneros per battere i Colchoneros. Il risultato? 1 sola rete (per giunta irregolare) segnata in 120 minuti, possesso palla inferiore all’Atléti (48 %), tanta accortezza geometrica nella fase difensiva e vittoria finale.

Il Real Madrid ha trasformato la paura di questo Atlético in uno studio affamato di questo Atlético. Questo successo nasce dalle ceneri del derby perso in Liga lo scorso febbraio.
Già, l’umiltà non ha nulla a che vedere con la modestia, l’umiltà è dei vincenti.

3) LO SPIRITO DI GRUPPO

Vuoi o non vuoi, ma dietro i trionfi c’è probabilmente sempre quello. I volti emozionati come bambini di gente del calibro di Marcelo e Ronaldo la dicono lunga… Gli abbracci durante e dopo la partita sono solo la conferma di quello che è successo nello spogliatoio blancos a partire dall’arrivo di Zuizou a ridosso dello scorso Natale. Dati i cattivi rapporti tra squadra e Benitez, chiunque avrebbe giovato della smania di rivalsa dello spogliatoio, ma interrogarci sui meriti di Zidane? Non è il momento!

4) LA FAME DI COME CASEMIRO…

Un giocatore, un UOMO venuto dal nulla, dal passato anonimo e che con la sua Voglia nel 2013 fu in grado di passare direttamente dal San Paolo al Real Madrid. Zidane ha avuto il merito di aver capito, che senza di lui, i piedini di Modric, Kroos e compagni, in campo valevano fuffa, zero, o poco più.
E vogliamo parlare delle lacrime di Marcelo?
Oppure di Ronaldo? Che come rivelato da Ancelotti, è capace di allenarsi fino alle 3.00 di notte in nome della PASSIONE, della FAME, della VOGLIA di coinvolgere tutto il sé in ciò che lo rende vivo, lo infuoca?

La fame! Altro insegnamento che i Galacticos hanno importato dai Colchoneros.

5) LA CONDIZIONE FISICA

E’ vero il Real ha sofferto un pochino di più le fatiche di questa finale. Ma possiamo dire che la condizione delle due squadre non è parsi mica così diversa. E a parità di condizione fisica, le qualità vengono fuori.

Tra l’altro proprio dopo quel derby perso lo scorso 27 febbraio, il Real ha vinto 15 partite su 17 disputate.

6) IL MASOCHISMO DI SIMEONE

Troppa troppa enfasi. Sembra quasi che sia il Cholo che tutto l’Atlético soffrano di dipendenza da patos emotivo. Questo bisogno estremo di sudarla sempre fino all’ultimo… sta diventando vizio, e come scritto nell’articolo pre-partita, è proprio questo il difetto n° 1 di questo quasi Miracolo firmato Simeone.

La vittoria della Liga 2 anni fa arrivò all’ultimo respiro, la maggior parte dei successi nei doppi confronti diretti idem. E’ chiaro che quando hai meno potenziale economico, il mazzo devi fartelo tu… Ma cercarsi il mazzo quando non è necessario, è diabolico, più che altro MASOCHISTA.

Possiamo dirlo perché l’abbiamo temuto per iscritto nell’articolo pre-partita: il cuore di Simeone ha disobbedito al suo cervello. Cuore & Cervello non hanno corso insieme, e alla fine hanno perso.

7) LE TROPPE VERTICALIZZAZIONI DELL’ATLETICO

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico

Già. Non è possibile che nelle fasi di sofferenza (che di tanto in tanto capitano a tutte le squadre del mondo) ogni volta che l’Atlético riconquisti palla, sia costretto a verticalizzare subito. E’ un lavoro estenuante, e spesso controproducente. Toglie fiducia, toglie respiro e soprattutto regala il pallone agli avversari.

Il fatto che nella rosa dei colchoneros non ci sia traccia né di un falso nueve né di una torre in grado di venire in contro alla squadra e dare riferimenti ci lascia intendere che la scelta sia del Cholo.
Diabolico!

Griezmann è una seconda punta, Torres per quanto straordinario sul piano tecnico e atletico, resta uno zuccone, incapace di dare riferimenti, incapace di leggere le situazioni tattiche, tant’é che in una Serie A che continua a far segnare vecchietti come Maccarone e Pellissier, lui di goal ne ha fatto appena 1 in carriera.

E quella di questo storico sabato sera, è parsa una finale italiana più che spagnola.
Torres FORSE non meritava questa coppa, in cui tra l’altro aveva segnato appena 1 rete.

8 ) IL 4-4-2 DELL’ATLETICO

Contro il Bayern, Simeone aveva gettato alle ortiche 45 minuti con questo 4-4-2. Ok, in 120 minuti hai concesso 1 sola rete (irregolare!) ad un Real composto da gente come Ronaldo, Bale, Benzema e compagnia bella.

Ma dato che sia il 2° tempo contro i bavaresi che quello contro i Galacticos ha offerto un Atléti trasfigurato…
Nell’anno in cui è morto Cujff non sarebbe stato meglio tenere ben a mente una delle sue massime? “Non credo nel 4-4-2 classico, perché non permette la realizzazione del triangolo, la figura geometrica più solida“.

Il 4-4-2 del 2° tempo era più simile ad un 4-3-3, e lo abbiamo visto.

9) I CAMBI: CHE DISPARITA’

Dalla panchina del Real sbuca Isco, da quella dell’Atlético Thomas.

Delle due squadre, è stata quella del Cholo ad aver sofferto di più i 120 minuti. Si, proprio come 2 anni fa. Se i cambi non sono all’altezza della situazione, e sei costretto a far fare esperienza ad un ragazzo in una finale di Champions, be’…
Riprogettare il mercato in chiave panchina?

10) LA TECNICA INDIVIDUALE

Se nella valutazione di una squadra bisogna tener conto dei fattori psicologici, tattici e atletici, è chiaro che bisogna tener conto anche di quelli tecnici.

E se gli altri fattori risultano più o meno pari… ecco che prevale la superiorità tecnica del Real Madrid.

Dunque, successo Real meritato?
Almeno 5 dei motivi sopra elencati corrispondono a meriti dei blancos. Gli altri 5 sono più o meno “demeriti” dei colchoneros.

Dunque, mi viene da dire: si, seppur di poco, il Real ha meritato questa Coppa.

Vinta con l’umiltà di chi da Galacticos, si è vestito da Colchoneros.

Mi ha lasciato perplesso la conferenza stampa finale di Simeone.

Ha parlato di destino…nessuna menzione ad errori.

Brutto modo di perdere, se giochi 2 finali in 3 anni hai dei meriti fantastici, ma se le perdi entrambe, devi interrogarti.

Ma le scuse tipiche della maggior parte delle sconfitte a testa altra, sono roba da falliti.

E infatti, a telecamere individuali, Il Cholo ha poi corretto il tiro: “Se ho un rimpianto? Certo che da domani verranno fuori i rimpianti. Sarà importante parlare parlare parlare, per tutti quanti, per tutto lo staff. Io voglio migliorare, MIGLIORARE, MIGLIORARMI“.

Come dicevamo nel pomeriggio antecedente la partita?

Tifoso si nasce, Cholista si muore“.

Con Passione,

Il Direttore