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Urbano Cairo ha scelto Sinisa Mihajlovic come nuovo allenatore del Torino. Sicuramente è un cambio di rotta in panchina, soprattutto dal punto di vista tattico: il 3-5-2 di Ventura è distante anni luce dal 4-3-1-2 o dal 4-4-2 che propone Mihajlovic. Il calcio del serbo, si compone soprattutto di ripartenze e pressing alto, al contrario di quello di Ventura, che tende più al possesso della palla e al dominio sull’avversario.

Mihajlovic è reduce dalla sfortunata esperienza al Milan, dove non si è mai integrato e dove, puntualmente, ogni sua scelta è stata criticata perfino dal suo stesso presidente, e mai in privato. Il tecnico serbo ha comunque condotto i rossoneri lo scorso anno in finale di Coppa Italia (disputata poi da Brocchi), al netto però di un calendario non proprio irresistibile. Nel derby di ritorno ha annichilito l’Inter per 3-0 e quando sembrava aver trovato stabilità col 4-4-2 e soprattutto con Niang, lo stesso attaccante francese si è infortunato facendo appunto saltare in aria tutti i precari meccanismi trovati dal serbo.

Mihajlovic, nella sua carriera da allenatore, ha ottenuto una salvezza col Catania, un 9° posto con la Fiorentina, un esonero con la stessa Fiorentina avvenuto la stagione successiva. Ha allenato la Nazionale Serba (7 vittorie, 8 sconfitte e 4 pareggi il suo score), ma soprattutto ha condotto la Sampdoria al terzo turno preliminare di Europa League, perso malamente poi, da Zenga. Al Milan viene esonerato a 6 giornate dal termine, rescindendo il contratto con i rossoneri. Studiamo dunque il prossimo allenatore del Torino con i riferimenti statistici della scorsa stagione (Fonte: whoscored.com).

 

Statistiche a misura di pronostico (Milan 2015/2016):

 IN GENERALE

  • 1“: 13 su 32 gare disputate (41%)
  • X“: 10 su 32 gare disputate (32%)
  • 2“: 9 su 32 gare disputate (29%)
  • 1X“: 23 su 32 gare disputate (71%)
  • X2“: 19 su 32 gare disputate (59%)
  • 12“: 22 su 32 gare disputate (68%)
  • Over 1.5“: 23 su 32 gare disputate (72%)
  • Under 1.5”: 9 su 32 gare disputate (28%)
  • Over 2.5“: 13 su 32 gare disputate (41%)
  • Under 2.5“: 19 su 32 gare disputate (59%)
  • Over 3.5”: 7 su 32 gare disputate (22%)
  • Under 3.5“: 24 su 32 gare disputate (78%)
  • Gol“: 17 su 32 gare disputate (53%)
  • No Gol”: 15 su 32 gare disputate (47%) 

IN CASA

  • 1“: 9 su 16 gare disputate (56%)
  • X“: 4 su 16 gare disputate (25%)
  • 2“: 3 su 16 gare disputate (18%)
  • 1X“: 13 su 16 gare disputate (81%)
  • X2“: 7 su 16 gare disputate (43%)
  • 12“: 12 su 16 gare disputate (75%)
  • Over 1.5“: 12 su 16 gare disputate (75%)
  • Under 1.5”: 4 su 16 gare disputate (25%)
  • Over 2.5“: 8 su 16 gare disputate (50%)
  • Under 2.5“: 8 su 16 gare disputate (50%)
  • Over 3.5”: 3 su 16 gare disputate (19%)
  • Under 3.5“: 13 su 16 gare disputate (81%)
  • Gol“:8 su 16 gare disputate (50%)
  • No Gol”: 8 su 16 gare disputate (50%)

IN TRASFERTA

  • 1“: 4 su 16 gare disputate (25%)
  • X“: 6 su 16 gare disputate (37%)
  • 2“: 6 su 16 gare disputate (37%)
  • 1X“: 10 su 16 gare disputate (62%)
  • X2“: 12 su 16 gare disputate (75%)
  • 12“: 12 su 16 gare disputate (75%)
  • Over 1.5“: 11 su 16 gare disputate (68%)
  • Under 1.5”: 5 su 16 gare disputate (32%)
  • Over 2.5“: 5 su 16 gare disputate (32%)
  • Under 2.5“: 12 su 16 gare disputate (68%)
  • Over 3.5”: 3 su 16 gare disputate (19%)
  • Under 3.5“: 13 su 16 gare disputate (81%)
  • Gol“: 8 su 16 gare disputate (50%)
  • No Gol”:8 su 16 gare disputate (50%)

 

Statistiche a misura di tecnica (Milan  2015/2016):

  • Passaggi riusciti: 79,5% – 2ª della speciale classifica dei passaggi riusciti
  • Media tiri nello specchio della porta a partita: 4,5 – 6ª della speciale classifica dei tiri nello specchio
  • Media Passaggi corti a partita: 390 – 8ª della speciale classifica dei passaggi corti
  • Media Passaggi lunghi a partita: 62 – 8ª della speciale classifica dei passaggi lunghi
  • Media Cross a partita: 22 – 8ª della speciale classifica dei cross
  • Media palloni intercettati a partita: 19,6 – 9ª della speciale classifica dei palloni intercettati

 

Statistiche a misura di preparazione atletica (Milan 2015/2016):

  • 3 vittorie (60%), 0 pareggi (0%), 2 sconfitte (40%) nelle prime 5 gare disputate in campionato;
  • 2 vittorie (40%), 2 pareggi (40%), 1 sconfitta (20%) nelle 5 gare disputate a gennaio;
  • 0 vittorie (100%), 2 pareggi (75%), 1 sconfitta (25%) nelle 3 gare disputate nel mese di marzo;
  • 0 vittorie (0%), 0 pareggi (0%), 2 sconfitte (100%) nelle 2 gare disputate nel mese di aprile.

 

Statistiche a misura di tattica (Milan 2015/2016):

  • Vittorie: 13 su 32 gare disputate (40%) – 6ª della speciale classifica per vittorie
  • Pareggi: 10 su 32 gare disputate (31%) – 3ª della speciale classifica per pareggi
  • Sconfitte: 19 su 32 gare disputate (59%) – 14ª della speciale classifica per sconfitte
  • 42 reti realizzate su 32 gare disputate (1,3 media reti segnate a partita) – 6° attacco del campionato
  • 35 reti subite su 32 gare disputate (1,1 media reti subite a partita) – 15ª difesa del campionato
  • Cartellini gialli: 85 su 32 gare disputate (2,6 a partita) – 11ª della speciale classifica per cartellini gialli
  • Espulsioni: 3 su 32 gare disputate (0,1 a partita) – 18ª della speciale classifica per espulsioni
  • Media possesso palla: 52,2% – 8ª della speciale classifica per possesso palla

Statistiche per aree di azione:

  • Media azioni offensive da sinistra: 36%
  • Media azioni offensive centralmente: 26%
  • Media azioni offensive da destra: 38%
  • Area d’azione difesa: 26%
  • Area d’azione centrocampo: 45%
  • Area d’azione attacco: 28%
  • Conclusioni da sinistra: 19%
  • Conclusioni centralmente: 62%
  • Conclusioni da destra: 19%
  • Conclusioni negli ultimi 6 metri: 6%
  • Conclusioni negli ultimi 16 metri: 47%
  • Conclusioni negli ultimi 50 metri: 47%

 

Statistiche a misura di tituli/psicologia (Mihajlovic in carriera):

Il suo palmares da allenatore al momento è avaro di tituli, mentre da calciatore ha vinto anche la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa di Belgrado nella stagione 1990/1991. Nel sul palmares anche una coppa Intercontinentale, 1 coppa della Coppe ed una Supercoppa UEFA con la Lazio.

 

IL PUNTO DEL DIRETTORE SU MIHAJLOVIC (Francesco Roberto):
Prima di leggere e parlare di Sinisa, sciacquiamoci abbondantemente la bocca, soprattutto se ci troviamo nelle vesti del tifoso interista deluso oppure in quelle del tifoso milanista depresso. Il fatto che Mihajlovic abbia tradito i colori nerazzurri resta un atto avente poco a che fare con l’eroismo e che, a conti fatti, fece si che il serbo perdesse la possibilità di dichiararsi insindacabilmente uomo di parola. “Non andrò mai ad allenare il Milan” sparò una volta ai microfoni prima di passare alla corte del Diavolo. A proposito, non credo che esistano ancora in Italia tifosi rossoneri così stupidi da pensare che l’ennesima stagione fallimentare del Milan abbia avuto in Sinisa uno dei principali responsabili. Lavorare all’interno di una società spaccata nei principi e nelle idee, e ritrovarsi alle prese con un gruppo di giocatori il più dei quali poco Uomini… è stato qualcosa di davvero demotivante, anche per lui.

Dunque, mettiamo da parte i preconcetti, e studiamo Mihajlovic rimembrando soprattutto le gesta inconcluse di quella Sampdoria che 2 anni fa sfiorò l’accesso ai preliminari di Champions League. I presupposti di inizio stagione di quella esperienza non furono così diversi da quelli della stagione che verrà. Durante l’avventura blucerchiata, Mihajlovic ricoprì soprattutto il ruolo di manager, dato che sul piano tattico si avvalse del lavoro del collaboratore De Leo (naturalmente ad oggi trapiantato in granata).Tra l’altro, il serbo ha già più volte dichiarato che per quanto gli riguarda, è più concentrato sulla testa dei giocatori piuttosto che sulla tattica.

Eppure, quanto a tattica, le sue squadre sono generalmente messe benissimo.
Nel lavoro diretto da De Leo, l’aspetto tattico predomina sulle altre dimensioni (psicologica, fisica, tecnica), perché le sottende e ha bisogno di tutte le altre per manifestarsi. Sollecitando la tattica, si allenano anche tutte le altre dimensioni: non esistono esercizi solo tecnici o fisici, ogni esercizio racchiude i 4 aspetti che formano il calcio, ed è finalizzato all’apprendimento di un modello di gioco e dei suoi principi. “Per noi la priorità è la tattica” ha spiegato De Leo una volta ai microfoni di Calciocritico.it. “Esempio: se c’è un terzino con il tempismo di sovrapposizione di cui abbiamo bisogno, gioca lui piuttosto di un altro che ha valori cardiaci e metabolici superiori”.

Il risultato?
Le squadre dirette da Sinisa si distinguono per le distanze tra i reparti: cortissime! Dopo 11 giornate dall’inizio del campionato, nonostante i 20 punti e il 4° posto in classifica, la Samp 2014 /2015 era al 15° posto per possesso palla medio a partita, al 17° per tempo medio passato nella metà campo avversaria e al 18° per palle giocate.
Cosa significa?
Il lavoro tattico è finalizzato all’attuazione della seguente filosofia di azione: restare cortissimi per recuperare quanto più in fretta possibile il pallone per poi colpire l’avversario con verticalizzazioni immediate. Anche ai difensori centrali era costantemente richiesto di rischiare la giocata verticale verso le punte. Ne venne fuori una Samp rognosissima 1) perché difficile da scardinare e 2) perché difficile da arginare quando ripartiva fulmineamente. Romagnoli, Soriano, Eder, De Silvestri e pure lo stesso Okaka fiorirono su un terreno tattico fertilissimo.
E rognoso è stato per qualche settimana anche il Milan della passata stagione, quando potendo contare sul lavoro sporco e verticale di Niang, era diventato ostico addirittura per le big.

L’impressione è che il Toro quest’anno non potrà che fare bene. Mihajlovic erediterà non solo i principi di bel gioco di Giampiero Ventura, ma anche quella voglia di rivalsa di un intero movimento deluso da una stagione scialba, povera di valori emotivi, e ridotta ai soli schemini tattici. Scanso problemi di spogliatoio, il Torino 2016/2017 allenato da Sinisa Mihajlovic secondo me farà bene. La foto che segue mostra un esempio di quanto le distanze tra i reparti della Samp fossero cortissime.

p.s. Interessante si rivelò anche l’interscambiabilità di posizione tra i 3 centrocampisti, molto spesso succedeva anche ad un Palombo stagionato e schierato nel ruolo di regista (al posto di Obiang) di trovarsi alle spalle della punta in posizione di trequartista. Allo stesso modo, capitava che Soriano venisse incontro al centrale di difesa per ricevere il possesso del pallone.

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