Dopo l’anticipato annuncio di divorzio tra Luis Enrique e il Barcellona, le voci sul sostituito di Lucho hanno cominciato a dilagare. Sàcristan, Pochettino e Valverde erano in pole, e alla fine la dirigenza catalana ha deciso di puntare proprio sull’ex tecnico dell’Athletic Bilbao.

Il tecnico alla presentazione si è detto molto emozionato di questa nuova esperienza, e ha promesso trofei e risultati, come d’altronde in Catalogna ci si aspetta: “Quando ti chiama il Barcellona non hai bisogno di pensare troppo. Sono molto grato al club per la fiducia che ha riposto in me, adesso tocca a me restituirla con i risultati, ho questa responsabilità, questa sfida che abbiamo davanti e che vogliamo vincere insieme”.

 

Il palmares dell’allenatore

  • Campionato greco: 3 (Olympiakos 2008-2009, 2010-2011, 2011-2012)
  • Coppa di Grecia: 2 (Olympiakos: 2008-2009, 2011-2012)
  • Supercoppa di Spagna: 1 (Athletic Bilbao: 2015)

 

 

Legame catalano già indissolubile
Ernesto Valverde ha già avuto modo di conoscere la filosofia Barça da calciatore, quando dal 1988 al 1990 ha disputato 22 incontri e messo a segno 8 goal. Indubbiamente non indimenticabile la sua esperienza da calciatore blaugrana. Al contrario ha avuto miglior fortuna quando ha militato tra le file dei cugini dell’Espanyol, in cui arrivò addirittura a contendersi una finale di Coppa UEFA. Da allenatore poi, ha allenato lo stesso Espanyol, giungendo nuovamente in finale di Coppa UEFA, perdendola anche stavolta.

 

Il punto tattico
Valverde si discosta un po’ dai principi del possesso palla barcelloniano, rivedendolo in maniera più rock. Egli infatti preferisce molte più verticalizzazioni, il suo Athletic Bilbao era una squadra veloce e rapida nelle manovre offensive, e faceva del contropiede la sua arma principale. Il modulo che predilige è il 4-2-3-1, che all’Atheltic, in fase di possesso diventava un 3-3-4 e in fase di non possesso era un 4-4-2. Vedremo se saprà adattare i suoi principi di gioco al Barça, abituato a ritmi più lenti e ad azioni più ragionate. Il rock di Valverde riuscirà a svegliare i torpori catalani?