Di nuovo in panchina! Dopo un anno di pausa, Marcelino è tornato ad allenare. Lo farà nella stessa regione in cui allenava prima, ovvero la Comunità Valenciana. Se prima, però, allenava il Villareal, adesso il mister spagnolo allenerà il Valencia. Marcelino dovrà far dimenticare in fretta i brutti risultati della scorsa stagione, che ha visto i pipistrelli salvarsi solo nelle ultime giornate di campionato. Dunque ancora un cambio in panchina in Liga.

Le parole alla stampa

Nella conferenza stampa di presentazione, l’ex Villareal ha dichiarato: Dobbiamo assolutamente riscattare la scorsa disastrosa stagione. Un club come il Valencia deve ambire a palcoscenici più alti, l’obiettivo di quest’anno è arrivare in Europa. C’è grande sintonia con la dirigenza, ho già indicato alcuni nomi per rinforzare la squadra…”.

Un carattere controverso…

Più volte in carriera l’allenatore si è trovato ad avere alcuni diverbi con società o giocatori. Il caso più eclatante è sicuramente quello della passata stagione al Villareal: a pochi giorni dal preliminare di Champions col Monaco, il tecnico si è dimesso per fratture insanabili col resto della squadra. Il motivo? Marcelino aveva tolto la fascia di capitano a Musacchio, così da scatenare l’ammutinamento del resto dei compagni di squadra. Al Real Saragazza, al termine della stagione 2010/2011, dopo un’insperata salvezza ha deciso di non rinnovare il contratto a causa di alcuni dissidi col nuovo presidente indiano.

Il punto tattico

Marcelino da buon asturiano è un uomo tagliente, poche parole, ma pesanti. Non è sicuramente un mental coach e per questo molto spesso arriva a punti di rottura con lo spogliatoio. Tatticamente, esige il massimo dalle sue squadre e le fa giocare a 100 all’ora. Tanta intensità e velocità, il contropiede è l’arma che usa per pungere gli avversari. Salito al centro della cronaca spagnola nel 2010, quando pochi giorni dopo la vittoria del Mondiale da parte della Spagna, ha dichiarato: “Il calcio di Del Bosque e di Guardiola mi annoia, non mi piace vedere la mia Nazionale che ha l’80% di possesso palla, ma che tira 2-3 volte in porta”.