Per un pugno di volantini

Penso che tutti quanti abbiate assistito al putiferio che i media hanno scatenato sul volantino degli ultras della Lazio, i quali tramite un volantino allo stadio invitavano donne, mogli e fidanzate a non occupare le prime dieci file della curva biancoceleste, poiché una passeggiata romantica la fai a Villa Borghese e non in Curva Nord. Il polverone che si è alzato è stato gigantesco, con le accusate che principalmente sui social hanno espresso tutta la loro indignazione. Ho deciso per questo di chiedere alle dirette interessate di entrare di più nell’argomento, quindi approfondendo ed entrando nel merito.

Cosa ne pensa Maria

Ho chiamato Maria verso le 7 e mezza, chiedendole di bere un caffé e discutere della questione. Lei ha accettato, e verso le 8 eravamo già su Viale Crispi che mi parlava del maschilismo imperterrito che regna nel calcio. Ragazzi ammettiamolo, il calcio è maschilista. Ma non è forse per questo che a noi maschietti piace così tanto? Comunque, Maria è rimasta ferma sulle sue decisioni, sul fatto che non ammette il fatto che qualcuno possa obbligarla a non stare in un determinato luogo, perdipiù pubblico.

Le ho detto che in ogni caso il suo ragionamento filava, poiché appunto nessuno può impedire qualcuno a non occupare un determinato luogo pubblico. Tuttavia le ho spiegato le dinamiche della curva, della gente che viaggia in lungo e in largo per l’Italia e per l’Europa, solo per seguire e incitare quella maledetta squadra del cuore…

Il volantino girato dai tifosi della Lazio nella forma è orrendo, è scritto davvero in un modo orrendo. Ma nella sostanza, è ragionevole.

Mettete il caso che siate a casa vostra, in un giorno di maggio e la vostra squadra giochi la finale di Champions League. Bene, invitate il vostro amico del cuore con cui avete visto tutte le partite, ma lui vi chiede se può venire anche la sua ragazza perché da sola. Ora, è il vostro miglior amico, mica potete dire di no alla sua fidanzata? Accettate. Inizia la partita, e si soffre, primo tempo zero a zero si soffre, e nel secondo tempo la vostra squadra prende il palo e voi vi girate con tanto di quella rabbia e frustrazione e poi vedete lei, a cui non frega un cazzo, che si fa i selfie… Beh, puoi essere anche la fidanzata del mio migliore amico, ma porca puttana che cazzo fai oh ma che veramente…

Comunque Maria mi ha tacciato di ottusità, e probabilmente ha anche ragione.

Cosa ne pensa Anna

Non vedevo Anna da tanto tempo, così ieri sera l’ho incontrata e abbiamo preso una birra. Le ho chiesto in merito alla questione, e lei semplicemente – non me ne frega un cazzo –

Semplice, chiara, schietta, diretta.

Cosa ne pensa Alessia

Allora Alessia praticamente ha deciso di stare un po’ via dal suo afoso e piatto paese quest’estate, quindi da giugno è salpata verso altri lidi…cercava il mare della Sardegna, ma è finita sulle montagne del Trentino. Lì ha avuto modo di partecipare al ritiro estivo di una squadra di Serie B, in qualità di animatrice. Allora, dovete sapere che Alessia il calcio lo segue, tifa Juventus, ma non arriva a livelli maniacali come i nostri. L’ho chiamata verso l’una, nella sua pausa pranzo, in cui mi ha detto che di solito dorme. Le ho chiesto dell’argomento “volantino della Lazio sulle donne”, ma praticamente avendo a che fare con 200 bambini è fuori dal mondo, e quindi non ha avuto modo di approfondire.

Le ho pregato allora di raccontarmi della sua esperienza nello stare a contatto con calciatori e tifosi, in quel del ritiro estivo. Bellissimo a suo parere, un’esperienza che consiglierebbe a tutti, ma più di tutto mi ha colpito il fatto che ha pianto quando tutto è finito. Il calcio allora, in tutte le sue sfumature, riesce ad essere fatale in questo senso anche a coloro che lo vivono per soli 20 giorni. Alessia si è riscoperta anche ultras, in quanto nelle amichevoli a lei era dovuto il compito di incitare i bambini a tifare e gridare: “Forza squadra X di Serie B!”.

Un’altra cosa che mi ha particolarmente colpito è stato il fatto che lei abbia tracciato profonde distinzioni tra i calciatori stessi. C’era chi la ringraziava, la salutava e scambiava anche due chiacchiere (a suo dire principalmente i giocatori più anziani), e poi chi invece faceva lo spaccone, credendosi il padrone del mondo (a suo dire principalmente i giocatori più giovani). Non mi sento di dire che le generazioni precedenti alla mia siano migliori, potremo stare ore a parlare del “non ci sono più le mezze stagioni” – “era meglio quando si stava peggio” – “prima si viveva meglio” ecc. Questo è più o meno un dibattito che va avanti da tipo 3000 anni…