Dopo aver studiato un po’ geografia stamattina per l’esame che si terrà l’11 gennaio (segnatevelo), oggi pomeriggio ho deciso di intervistare José Mourinho. Proprio lui, lo Special One, l’ho chiamato al telefono e mi ha dato subito la sua disponibilità. È andata più o meno così:

 

 

Io: Buon pomeriggio, signor Mourinho!

Mourinho: Salve.

Io: E allora, come sta?

Mourinho: Perché mi fai questa domanda?

Io: Beh, sa, dopo l’esonero dal Manchester United…

Mourinho: Ho lasciato una squadra qualificata agli ottavi di Champions, e che può tranquillamente raggiungere le prime quattro posizioni in Premier.

Io: Si indubbiamente, e allora perchè l’hanno esonerata?

Mourinho: In realtà mi sono dimesso io.

Io: E perché si è dimesso?

Mourinho: Vedi, a volte uno si stanca. Faccio l’allenatore da quasi 20 anni, e mai mi sono preso un anno sabbatico. Sa, non sono come quel finocchione lì di Guardiola che dopo Barcellona se ne andò in vacanza a New York, a imparare il tedesco. Io conosco perfettamente sei lingue: portoghese, inglese, italiano, francese, spagn…

 

(lo interrompo subito sennò la situazione sarebbe degenerata)

 

Io: Va bene, va bene, signor Mourinho. Si calmi. Lei è molto diverso da Guardiola, questo si sa, però adesso mi sembra molto simile a lui. Nel senso, adesso lei come Pep, mi ha appena detto di essersi stancato, e che magari vuole prendersi un anno di pausa…

Mourinho: Ma non ci penso nemmeno! Non sono un pirla! Chi ti ha dato il mio numero di  telefono? Sarà stato Raiola, ah quanto mi sta sul c**zo quello là. Voi giornalisti pensate che io ce l’abbia tanto con Pogba, ma io invece ce l’ho con quel panzone lì. Giudicate voi stessi. Quante Champions hanno vinto i suoi giocatori? Zeru. Nedved? Zeru Scempions. Balotelli? Una Scempions, grazie a me. Pogba? Zeru Scempions. Ibrahimovic? Zeru Scempions.

Io: Certo signor Mourinho, ma non l’ho chiamata mica per parlare di Raiola. Le ho chiesto prima perché dice di essersi stancato…

Mourinho: Ah giusto. Quanti anni hai?

Io: Ne faccio ventuno ad aprile.

Mourinho: Beata gioventù, io a quell’età facevo il difensore nel Sesimbra in Portogallo. Ero fortissimo, ma ho dovuto abbandonare per un brutto infortunio. Facevo il centrale, ed ero un po’ come Walterone Samuel all’Inter. Poi ho cominciato ad allenare…

Io: Non divaghi. Mi dica perché è stanco.

Mourinho: Non stavo mica divagando. Ti ho chiesto quanti anni avessi per dirti poi i miei. Ho 55 anni, 2 Champions League, 2 Europa League, e 17 titoli nazionali. Ma sai una cosa? Sono stanco, perché mi avete rotto il calcio.

Io: Le abbiamo rotto cosa?

Mourinho: Mi avete rotto il calcio.

Io: Non capisco.

Mourinho: Vedi giovanotto, a me il calcio lo avete già rotto, ma lo state rompendo anche a quelli meno intelligenti di me. E quando mi riferisco a “quelli meno intelligenti di me”, intendo ovviamente voialtri: giornalisti, tifosi e barbieri. Sapete perché ve lo state rompendo?

Io: Ehm, non proprio…

Mourinho: Perché pensate alle puttanate. Perché pensate alle storie di Instagram dei calciatori e delle loro mogli. Perché pensate che sia giusto non introdurre più i tamburi negli stadi. Perché non protestate quando il biglietto per la curva arriva a costare 80 euro. Perché preferite giocare a FIFA anziché organizzare un calcetto tra amici. Ecco, questo siete voialtri, banda di cialtroni che non siete altro. Ed è per questo che mi sono dimesso dal Manchester United, perché me lo avete proprio rotto il calcio. Non mi prenderò un anno sabbatico, come se l’è preso quello spelato catalano. No, io sono lo Special One. E siccome sono speciale, combatterò il sistema dall’interno. Se vuoi posso svelarti quale sarà la mia prossima squadra…

Io: Dica pure!!!

Mourinho: Ahahahahah, non sono un pirla!

 

 

E niente ragazzi, dopodiché mi ha chiuso il telefono in faccia.