Come cinque anni fa

Erano anni che non vedevamo la Vecchia Signora così indecisa sul da farsi o comunque così in apparenza indecisa sul da farsi. Praticamente da quel luglio 2014 quando Antonio Conte improvvisamente chiuse la porta alle sue spalle dicendo: “Se non arrivano big, io me ne vado”.

E così, dopo cinque stagioni, anche per quest’anno, non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare di dubbi, in cui tuffarsi per poi tenersi a galla appoggiati a una qualunque certezza: allora era il gruppo, oggi è Cristiano Ronaldo, si spera.

Ma chi arriva dopo Allegri?

Magari un allenatore in grado di gestire la pressione di una squadra che proclama di voler vincere la Champions, ma che non abbia le stesse pretese di mercato di Conte e Allegri? Probabilmente sì.

Guardiola

Perché sì? Facile, è Guardiola. È di moda, mediatico, specializzato nei trofei nazionali, ma ha pure già vinto la Champions. In più, pare piaccia molto ad Andrea Agnelli. Perché no? Costa veramente tanto e ha già dichiarato amore o comunque fedeltà al City.

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Pochettino

Perché sì? È molto apprezzato dagli addetti ai lavori, ha centrato una finale di Champions sbattendo fuori dalla competizione proprio Guardiola e chissà che occhi a cuoricino i tifosi bianconeri quando hanno visto Pochettino esultare abbracciato a Re Leone Llorente. Ha già anticipato che probabilmente la prossima stagione non siederà sulla panchina del Tottenham… E allora, perché no? 20 milioni di ingaggio.

Simone Inzaghi

Sembra la pista più alla portata. E poi diciamolo, Simone Inzaghi ha lo stile Juventus. Sempre composto e costumato anche quando esulta, vincente, pragmatico e poco fissato per estetica, bel gioco e tutte quelle teorie che contano poco. Il verbo dice: “Vincere non è importante, ma l’unica cosa che conta”.

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Deschamps

Ha già ammesso di essersi pentito di quelle dimissioni date dopo aver ottenuto la promozione in Serie A alla guida dei bianconeri. Conosce l’ambiente (in fondo è juventino) e magari, la vittoria del Mondiale 2018 gli ha dato quel tocco di credibilità mediatica che alla Juventus permetterebbe di dire: “In panchina abbiamo l’allenatore Campione del Mondo”. Perché no? È impegnato, ma non troppo.

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Mourinho

Perché no? Più che di Gesù che perdona Giuda, saprebbe di Goku che si allea con Freezer per distruggere il pianeta Terra. I tifosi interisti la prenderebbero così, quelli juventini spalancherebbero la bocca per poi riuscire a richiuderla dopo almeno un paio di giornate di campionato.

Perché sì? Sarebbe un bel dispetto all’Inter qualora Antonio Conte dovesse firmare con i nerazzurri. Ma ve lo immaginate un Derby d’Italia con Mourinho sulla panchina della Juventus e Antonio Conte su quella dell’Inter? Io no, ma suona bene! Non sarà musica classica, ma un metal fatto bene per cuori forti sì! A proposito…

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Antonio Conte

Perché sì? Perché i tifosi bianconeri lo amano troppo, si dice che molti di loro, dopo cinque anni, non abbiano ancora metabolizzato e realizzato l’addio. Perché no? Anche Andrea Agnelli ha il suo orgoglio, pare non abbiano ancora fatto pace, agli atti informali si intende!

Cosa ne sarà di Dybala?

Tutto fermo in attesa del nuovo allenatore? Probabile. Ma fatto sta che c’è chi è certo del fatto che Antonio Conte abbia chiesto la cessione di Mauro Icardi. Sarà scambio tra Maurito e la Joya?

Una cosa però sembra chiara. Se a Torino arrivasse Icardi, ci sarebbe ancora meno spazio per Moise Kean. Il nuovo pupillo di Mancini è diventato sin da subito idolo dei tifosi bianconeri, soprattutto dei millennials, che in occasione del lancio delle nuove Nemeziz 19, hanno riempito di calore e attesa Calcioshop pur di passare un pomeriggio con lui.

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La conferma di Cristiano Ronaldo non sembra in discussione. Anzi, la sua presenza in rosa vale obblighi di mercato da big. Insomma, alla vigilia di un’estate bianconera che si presenta interessantissima e profumata di sorprese, l’unica certezza per i tifosi bianconeri è la nuova maglia per la stagione 2019/2020.

Morale sul futuro della Juventus

Concluderei con 3 citazioni:

“Non penso mai al futuro. Arriva così presto”
(Albert Einstein)

“L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave”
(Victor Hugo)

“Spesso le persone trovano più facile essere un risultato del passato che una delle cause del futuro”
(Anonimo)

“La morale c’è, ma devi trovartela da solo”. Già, è un po’ come dire: “chi ha orecchie per intendere, intenda”.