Dipendenze patologiche: domande che nessuno si fa

Avete notato che parlano di dipendenza dal gioco e poi non parlano di dipendenze patologiche più serie da video game, social e serie TV?

In media quante ore a settimana un teenager trascorre nel mondo virtuale invece che nella vita reale? La maggior parte! In media quante ore a settimana un teenager trascorre a scommettere? Uno o due momenti a settimana.

Perché non si parla quanto si dovrebbe di depressione dovuta ad abuso di social network, serie TV e video game, che allontanano i ragazzi dai rapporti veramente sociali e dalla realtà?

Quante persone spendono nel betting veramente più di una manciata di euro a settimana? E perché non si parla dei danni emotivi e cerebrali dovuti dalla dipendenza dal ruolo di perenne consumatore spettatore?

Ruolo che cambia invece con la natura ludica di fantacalcio e pronostici, dove devi attivare il cervello, leggere statistiche, fare calcoli, giocare con l’immaginazione, rabbrividire, esultare… Insomma: ESSERE PER UNA VOLTA UN PO’ PIÙ PROTAGONISTA?

Parlano di una minoranza come se fosse la maggioranza

Certo ci saranno dei casi di persone che non giocano in modo consapevole, e che spendono troppo e senza senno, ma parliamo di una minoranza. Parliamo di una netta minoranza, a cui appartengono persone instabili e incapaci di consapevolezza. Una minoranza che cerca rifugi momentanei nel betting, e che se il betting non esistesse, quei rifugi li ricercherebbe nella droga, nel fumo, nell’alcool.

Ah, e perché non si parla abbastanza di due problemi ben più diffusi e in crescita tra i teenager? Il fumo e l’alcool❓

Forse qualcuno ci guadagna di più. Allora invece di parlare di dipendenze solo per diffondere pregiudizi e false premure, diffondete la comprensione.

Quindi, al prossimo dipendente patologico di qualunque cosa, che mi chiederà “Cosa mi dici della dipendenza dal gioco?”

Risponderò alla Totò:

“Ma mi faccia il piacere!”

 

 

Francesco Roberto