Le pagelle su Barcellona – Juventus 0-3

Ok, la partita era alla portata perché il Barcellona pur essendo momentaneamente scarso, aveva mediaticamente tutto da perdere, mentre la Juventus non aveva quasi niente da perdere. Avevamo inteso che Pirlo lo aveva capito ed anche per questo vi abbiamo suggerito l’X2 (1.80) di Barcellona – Juventus e la singola super bomba Cristiano Ronaldo segna sì (2.25) nella sezione Schedine Pronte.

Ma la Juventus i suoi meriti li ha avuti e ieri ha fatto una Partita con la P maiuscola. Rivediamola! Pronti, partenza… VIA!

PIRLO VOTO 8

Il MaestroMozartMetronomo sono stati i suoi tre soprannomi da calciatore. Bene, in una sola serata se gli è ripresi tutti e tre e nei panni di allenatore.

Da calciatore gli rimproveravano di non saper andare di testa, adesso gli rimproverano perché porta le mani troppo spesso in tasca durante le partite. Non sbraita, non urla, ma cazzo, il cervello continua a macinare che è una meraviglia.

Dagli strafalcioni da allenatore dei primi calci della partita d’andata a Barcellona – Juventus al Camp Nou, sembra sia passata un’eternità. E se a Mickey Rourke ci vollero 9 settimane e mezzo per godere di una storia di solo sesso e giochi erotici, a Pirlo ne è bastata una in più per cominciare una vera storia d’amore con la Vecchia Signora.

Ha messo da parte le teorie (almeno nella loro forma integralista), ha messo finalmente da parte Rabiot, ha capito che su Ramsey se è ok ci si può puntare, ha visto la voglia negli occhi di Mckennie e ha riconosciuto che Bernardeschi e Chiesa sono ancora due facce pulite lisce abbastanza per i primi piani da riprendere in panchina. Ha capito che il gruppo viene prima degli schemi, che l’intuizione è più importante della ripetizione.

Sbaglierà ancora, ma dal campo alla panchina, il suo ruolo non è mica cambiato. E sì, stasera giù il cappello e silenzio tutti! È risalito in cattedra IL REGISTA DELLA JUVENTUS!

CRISTIANO RONALDO VOTO 7.5

Una volta mio fratello qualche anno fa mi disse: “Hai notato che con il passare degli anni, tanto più Messi si allontana dalla porta avversaria, tanto più Ronaldo vi si avvicina?”.

E in effetti, da un po’ di tempo, CR7 mi ricorda Pippo Inzaghi (Pistocchi non si scomodi!), gioca solo per segnare e a tratti solo per se stesso. Ma la sua attrazione per la porta è così forte da apparire quasi sessuale, come il suo carisma. Mi torna in mente quella parola pronunciata dalla protagonista del primo film porno che ho visto quella notte della prima nottata con gli amici. Com’è che diceva la tettona? “INGRIFATO!”

MCKENNIE VOTO 7

L’ordine ancora gli manca, il tocco palla non è il suo forte e in campo non sempre sa qual è la cosa giusta da fare e soprattutto in quale momento farla. Ma c’è una cosa che manca a tutti gli altri giovani di questa Juventus, ma che non manca a McKennie: il fabbisogno istintivo di emergere!

L’ho detto e lo ripeto: è acerbo, ma MI PIACE MI PIACE MI PIACE! Guardate gli occhi di Chiesa e Bernardeschi: non brillano. Guardate i suoi: vi zampilla energia, gratitudine, passione e soprattutto istinto vivo!

Come cazzo abbia fatto un americano a finire alla Juventus non l’ho ancora capito e neppure mi interessa, ma a Torino possono già stracciare il cartello I WANT YOU per il reclutamento di centrocampisti volontari. OH YES!

BONUCCI VOTO 8

Allegri sa di calcio molto più di quelli che dicono di sapere di calcio. È molto più intelligente sia di certi allenatori fissati per gli schemi che di tutte quelle cavolate, che quelli come Adani tendono ad usare come sottofondo delle pratiche onaniste a cui sottopongono i loro cervelli, quasi che fosse meno da gentiluomini complimentarsi con il décolleté della Leotta invece di contare quanti passaggi consecutivi ha fatto la squadra di Sarri.

Ma quella volpe del conte Max ha pure un grande limite: in quello che fa non ci mette l’anima. E così, la sua naturale propensione per il sentiero più comodo e meno faticoso, di tanto in tanto lo porta fuori pista.

Ora, che Bonucci non sia un fenomeno in marcatura e né un tipo comodo con cui avere a che fare, lo sappiamo tutti. Ma come dissi allora, lo ripeto adesso: in questo momento storico trovare calciatori (e non giocatori!) capaci di essere leader emotivi non è facile. Perciò bisogna saper tenerseli stretti e provare a metterli nelle condizioni di esprimere la loro leadership.

Dunque, se dopo anni da bandiera in campo, al primo problema di gestione, rispondi mettendolo in punizione sullo sgabello come un asinello qualsiasi, ci sta che se ne sia andato al Milan. Quando l’hanno ripreso e ho detto che sarebbe stato un affare, mi hanno preso per folle.

Ebbene sì, Ve lo scrivo alla paesana! Chiacchiere non ce ne stanno: sabato scorso Bonucci ha letteralmente alzato la Vecchia Signora da terra per i capelli, dopodiché ha rimesso il 3-5-2, se stesso e lo stile Juve al centro del villaggio.

Bene, “SCIACQUATEVI DI NUOVO LA BOCCA”

GRIEZMANN VOTO 4

Toc toc anima di Griezmann?! C’è qualcuno quì? Tuu tuu tuu tuu… Nessuno risponde!

Antoine si esprime bene nella Francia dove gli tocca il solo ruolo che gli si addice, quello di rifinitore; ma sotto porta, quando il pallone scotta, le gote gli si fanno rosse e quella di stasera non è l’eccezione, ma la conferma.

Ci metti che Koeman lo costringe a giocare ovunque, ci metti che Messi lo costringe a giocare ovunque, ci metti che dell’amore per la maglia blaugrana neanche l’ombra, ci metti il ciuffo biondo, gli occhi azzurri, la coda dorata… E più che un mercenario, mi sembra una ragazza squillo… senza suoneria.

Già! Che giochi a sinistra, a destra o al centro, Antoine porca miseria… risulti sempre IRRAGGIUNGIBILE!

MESSI VOTO 6

Indiscutibilmente il leader tecnico più forte di tutti i tempi. Peccato che in tutti questi anni, a furia di adulazioni bigotte da parte di giornalisti senza apparenti meriti sportivi (alla Pierluigi Pardo), Messi non si sia mai messo in discussione e non abbia mai esplorato altre forme di leadership come ad esempio la leadership emotiva.

Basta averlo accanto per giocare meglio? Giusto. Basta averlo accanto per dare di più? Sbagliato. È vero che quel Barcellona di una volta gli è sempre più lontano, è vero che questo City di Guardiola gli è sempre più vicino, ma è pur vero che il giorno dopo in cui il San Paolo è stato intitolato a Maradona, abbiamo visto una volta di più la differenza tra il più grande coi piedi e il più grande con l’anima.

Caro Messi,

La mano de Dios non c’è.

 

Francesco Roberto