FODEN VOTO 7.5

Ha appena 21 anni, classe 2000 e già 14 goal stagionali con la maglia del City. Tant’è che viene da chiedersi se ad agosto Guardiola non l’abbia chiuso per qualche giorno nella stanza dello spirito e del tempo. Bo?

Intanto, quelli del City, quando se lo vedono scheggiare davanti, si guardano tra loro con la stessa faccia di Bulma e Crilin la prima volta che hanno visto Goku sulla… NUVOLA SPEEDY!

DE BRUYNE VOTO 7.5

Per motivi che se li citassi a quest’ora, mi rovinerebbero l’umore, questi sono i tempi del riscatto: delle donne, dei neri, addirittura dei neeerd!

Lui si candida per il ruolo di capofila di un vero riscatto, il riscatto di quelli dai capelli rossi! Altro che Rosso Malpelo… Ad ogni lentiggine sembra corrispondere un’idea di passaggio.

Bando alle ciance, i campioni vanno ricordati con i loro nomi, senza nomignoli. A proposito, signori della sala, ecco a voi il miglior calciatore al momento al mondo: Kevin De BRUYNE!

GUARDIOLA VOTO 8.5

Non hanno vinto le sue teorie. Quelle son tutte cavolate. Ha vinto la sua umiltà, e quella si accende solo in chi vuole riuscirci. Semplice: perché chi vuole riuscirci, ha bisogno di imparare e quindi è umile.

Non ha fatto il modesto e quindi si è difeso con la palla tra i piedi.

Non ha fatto il superbo e quindi finalmente ha tenuto la linea difensiva più bassa.

La notizia è che ha imparato la lezione. A furia di essere purgato in ripartenza, oggi ha purgato in ripartenza. Giù il cappello per chi sa imparare.

Ma che mago, oggi sì che ti sei comportato da MAESTRO.

NEYMAR VOTO 5

Se ne sta lì sulla sinistra, si accentra sul destro, rientra, un appoggio al compagno e poi torna lontano, il più possibile, dalla porta avversaria.

Nella partita decisiva, piuttosto che pensare a come arrivare al goal, preferisce nascondersi nel sentiero più comodo e che almeno garantisce la facciata, “così almeno di me diranno: ma ha aiutato la squadra, è rientrato tante volte in difesa, non gli si può rimproverar nulla”.

Una mediocrità sconfinata e coniglia, che mi ha ricordato un sacco quella di un altro numero 10 italiano, il quale veste non una, ma ben due maglie azzurre. Altro che O’Rey, a sto punto chiamatelo pure Il Magnifico.

Non associatemi a Pistocchi, ma io comunque me lo sono chiesto lo stesso: È IL NUOVO LORENZO INSIGNE?

VERRATTI VOTO 7

Mi ricorda quelle nonnine in quei borghi dell’Abruzzo, che se ci passi davanti prima dopo e durante la colazione, prima dopo e durante il pranzo, prima dopo e durante la cena, son sempre lì a cucire e rammendare.

Possono passargli dinnanzi tutti, Gundogan che vuole il pallone, Fernandinho che vuole il pallone, De Bruyne che vuole il pallone, Neymar che non vuole il pallone, ma lui è lì, lo sguardo basso sulla sfera e il mento alto per la giocata.

Ricama ricama ricama, ma hai voglia a mettere toppe!, il centrocampo del Parì alla fine si strappa. E un certo punto gli saltano pure i nervi, si prende il giallo, ma subito dopo, proprio come quelle nonnine lì – appena dopo che si son punte allo spillo -, abbassa di nuovo lo sguardo, alza il mento, e ricomincia a ricamare con fierezza.

Pochettino a fine gara lo coccola, lo abbraccia, mentre io sogno di sussurrare nell’orecchio di Scorsese questo nuovo titolo: UN SARTO A PARIGI.

POCHETTINO VOTO 2

Capisco che a causa di una papera del portiere e un erroraccio della barriera nella partita d’andata, ti ritrovi a Manchester costretto a segnare almeno due goal.

Capisco che Mbappé non è al meglio.

Capisco che c’è la corsa al titolo di Francia che ti preme.

Capisco pure che sei subentrato a stagione in corso.

Capisco che su Mauro Icardi sembra che stanotte sia siano abbattute tutte le furie suine, che un po’ tutti, ammettiamolo, nel profondo delle nostre fantasie, associamo alle Wanda.

Ho capito tutto. Ma una cosa non l’ho capita affatto.

Perché hai scelto di giocare con la linea di difesa altissima (fino a centrocampo), sin dai primissimi minuti, contro una squadra in formissima, senza riferimenti offensivi e che quindi voleva palesemente puntare tutto sulle ripartenze a campo aperto?

È un errore da bimbo. E in effetti, sarà la mia nostalgia di oggi per gli anni 90, ma secondo me, quando ha letto il tabellone e dopo quello che gli hai fatto due anni fa, Guardiola ha pensato: “SÌ SÌ… CICCIO BELLO CICCIO BELLO, VOGLIO TE!”.

VOTO 10 ALL’ESULTANZA FINALE DI SERGIO AGUERO

Il complesso delle gare ad eliminazione diretta? Fanculo, gioca Foden e chi se ne fotte, ormai è innanzitutto un tifoso del City.

Entra allo scadere quando il bottino (la prima finale della storia del City) è conquistato e messo in cassaforte. Eppure al triplice fischio è felice come una Pasqua.

E quando proprio a fine partita l’ho visto a centrocampo guardarsi attorno incredulo, con tutti quei cumuli bianchi attorno al campo, l’ho immaginato a cantare:

“Arriverà la Champions senza nuvole,
i martedì di maggio quanta neve che cadrààààà”

Francesco Roberto