Salernitana 2021/2022: amichevoli, calciomercato, analisi tattica e dichiarazioni

Stagione memorabile per la Salernitana che, dopo un’annata passata stabilmente in zona promozione, centra un obiettivo anelato per ben 22 anni. Mister Castori è riuscito a creare un gruppo compatto e che può vantare una difesa di ferro.

Grande la paura per il fallimento della società e le seguenti vicissitudini per trovare un acquirente: si è persino rischiata la squalifica. Ma tutto si è concluso nel migliore dei modi e la prossima stagione potranno militare nella massima serie.

Qualche ritocco è arrivato grazie al mercato per poter essere competitivi nella massima serie, ma l’anima di questa formazione resterà la stessa. E la Salernitana non deve far altro che pensare alla salvezza.

Salernitana 2021/2022: tutte le amichevoli

  • 18/07 Salernitana-Foligno: 6-0
  • 21/07 Salernitana-Sambenedettese: 3-2
  • 25/07 Salernitana-Gubbio: 0-1
  • 28/07 Salernitana-Fermana: 1-0

Il calciomercato in entrata della Salernitana

Mercato in entrata all’insegna del risparmio, visti i troppi problemi di bilancio che la società sta affrontando: infatti, l’unico acquisto oneroso è quello di Beltam dalla Triestina, mentre arrivano a titolo gratuito Joel Obi dal Chievo, Coulibaly dall’Angers, Bogdan dal Livorno, Strandberg dall’Ural, Kechrida dall’ES Sahel e Cavion dall’Ascoli.

Inoltre, la Salernitana ha ottenuto il prestito di Jaroszynski dal Genoa, nonché di Ruggeri e Zortea dall’Atalanta. Mancano solo i dettagli per i prestiti di Orlando dall’Alessandria e di Bonazzoli dalla Sampdoria: l’attaccante spera di trovare la continuità di presenze mancata nell’anno passato a Torino.

Il calciomercato in uscita della Salernitana

A Salerno non sembrano intenzionati a vendere nessuno, ma alcuni giocatori meno adatti all’idea di gioco di Castori sono stati mandati in prestito: Iannoni e Fella se ne vanno in Serie C, Micai, Kupisz e Mantovani tornano in Serie B. Resta senza club, invece, Barone.

Salernitana 2021/2022: l’analisi tattica

Uno dei grandi pregi di mister Castori è che sa leggere le potenzialità e i limiti delle rose che si trova ad allenare: infatti, negli anni lo abbiamo visto adottare moduli e strategie molto diverse, modellate sulle caratteristiche dei singoli e del gruppo a sua disposizione.

La sua Salernitana ha perlopiù impostato il gioco sulla ricerca dei lanci lunghi per il centravanti (Djuricic), tuttavia, in caso di assenza di quest’ultimo, non ha rinunciato al fraseggio più insistito. Insomma, la duttilità tattica sembra essere la parola chiave di questo tecnico.

Di base la difesa granata è sempre molto abbottonata, benchè non si possa definire una squadra difensivista in tutto e per tutto: se l’avversario lo consente, la formazione cerca il dominio del campo e della palla, si avventura in incursioni continue nella metà campo avversaria e mostra un atteggiamento ben più offensivo di quanto lasci presagire un modulo come il 3-5-2.

Da non dimenticare che Castori è anche un discreto calcolatore: se c’è da preparare la partita per arrivare a strappare un pareggio, lo fa e senza vergogna. Questa mentalità potrebbe giovare e non poco a una neopromossa.

Le dichiarazioni pre-stagione della Salernitana

All’inizio dell’estate l’aria era discretamente tesa in casa granata: il fallimento della società e la ricerca di nuovi acquirenti gettavano ombre lunghissime sul futuro del club, tanto da mettere a rischio la stessa permanenza in A.

Il DS Fabiani ha subito ripreso il legale della società, reo di essersi fatto scappare qualche parola di troppo, e non ha risparmiato nemmeno la stampa, la quale ha, a suo avviso, diffuso informazioni non vere e senza verificarne l’attendibilità.

Anche Castori non è riuscito a nascondere le sue preoccupazioni, non solo per la situazione proprietaria, ma anche per la scadenza del prestito di alcuni giocatori da lui ritenuti fondamentali e spera che il mercato gli porti i rinforzi necessari a colmare i buchi: “Molti sono dovuti andare via a fine campionato e su alcuni noi contavamo. Bisogna prendere calciatori funzionali e di qualità, una qualità per me è anche la corsa”.

Fra offerte di “dubbia” provenienza, trattative inconsistenti e trust non validi, fortunatamente tutto si è risolto e Lotito, patron della Lazio, riesce a salvare il club insieme a Marco Mezzaroma. Tuttavia, le autorità hanno imposto che dopo il 31 dicembre, data in cui il trust arriverà a scadenza, Lotito venda e la società campana cambi nuovamente proprietà.