Serie A Brasile

Il Brasile è quel posto dove il calcio, più di ogni altro angolo del mondo, rappresenta vita e passione. Ed il centro di maggior interesse culturale, turistico ed economico di questa splendida nazione, è Rio de Janeiro. Quando si affrontano Flamengo e Fluminense, ovvero le due maggiori realtà del calcio carioca, nulla è scontato e banale. Anche se oggi, classifica alla mano, non dovrebbe esserci alcuna storia. Il Fla, infatti, è in vetta solitaria con ben otto punti di vantaggio sul più diretto inseguitore, il Palmeiras, mentre il Flu arranca nei bassifondi, con un margine di soli tre punti dalla zona retrocessione.

Un Fla-Flu agli antipodi: Mengao in vantaggio di 32 punti!

Una differenza abissale, testimoniata dai 32 punti che distaccano il Tricolor Carioca dalla capolista, che ben riflette le differenti filosofie attuate dalle due società nelle ultime sessioni di mercato: il Flamengo a caccia dei migliori giocatori, vedendo sfumare all’ultimo il sogno di affiancare Balotelli ad uno scatenato Gabigol, mentre il Fluminense a fare di necessità virtù. Dopo un’estate da incubo, la squadra allenata da Marcao sembrava in netta ripresa: una striscia di quattro risultati utili consecutivi, fra i quali spiccano la bella vittoria interna contro il quotato Gremio e i quattro punti strappati sui campi della Raposa e del Fogao, interrottasi nell’ultimo turno infrasettimanale a causa del k.o. interno contro il Furaçao.

Padroni di casa favoriti, ma con una stuzzicante distrazione chiamata Copa

Numeri decisamente migliori, invece, per il Flamengo di Jorge Jesus, che vuole riportare il Mengao al titolo brasiliano dopo un’astinenza di dieci anni, troppi per il club più popolare di tutto il Brasile. La squadra rubonegra, infatti, non perde in campionato da tredici partite (ultimo k.o. in quel di Bahia ad inizio agosto) ed è reduce da un filotto di quattro successi consecutivi che, probabilmente, risulteranno decisivi per la vittoria del Brasileirao. Un elemento di disturbo, però, potrebbe essere rappresentato dalla Copa Libertadores, una sorta di vero e proprio tabù per la squadra rossonera: nonostante il grande blasone, è stata capace di alzarla al cielo solo nel 1981, quasi quarant’anni fa. E nella notte fra mercoledì e giovedì, il Flamengo riceverà la visita del Gremio di Renato Portalupi nel return-match della semifinale della Copa, dopo aver strappato un prezioso 1-1 in quel di Porto Alegre.

Diego recupera a tempo di record: Jorge Jesus cosa farà?

Una bella notizia per i tifosi del Fla è rappresentata dalla possibilità di inserire, a referto, capitan Diego, che ha recuperato in tempi estremamente rapidi dall’infortunio occorsogli contro l’Emelec lo scorso 24 luglio: anziché i 5/6 mesi previsti, l’ex trequartista di Juventus e Werder Brema è tornato nuovamente a disposizione di Jorge Jesus in meno di novanta giorni. E il tecnico lusitano pare intenzionato a portarlo con sé in panchina. Un azzardo secondo molti, un po’ come giocare al casino,  visti anche i continui infortuni subiti in carriera da Diego, ma che potrebbe pagare preziosi dividendi. Da tenere d’occhio, ovviamente, l’esplosiva coppia formata da Gabriel Barbosa, meglio noto come “Gabigol”, e Bruno Henrique: il primo, a tutt’oggi di proprietà dell’Inter, ha messo a segno 31 reti fra Libertadores, campionato nazionale e statale, mentre il secondo ha già realizzato la bellezza di 19 goals fra Brasileirao e Carioca.

La rivoluzione di Marcao in casa Tricolor Carioca: più esperienza e meno gioventù

Nel Fluminense, attenzione a Yoni Gonazalez, che è rinato sotto la guida tecnica di Marcao: un goal nella vittoria esterna contro il Fogao e, soprattutto, ottime prove quando è stato chiamato in causa. Ed è proprio grazie al cambio d’allenatore che il Tricolor, nonostante l’ultimo ko interno contro l’Atletico Paranaense, ha ritrovato vigore, abbandonando, momentaneamente, la zona retrocessione, che resta comunque a sole tre lunghezze. Le decisioni di Marcao hanno escluso dall’undici base due uomini che, durante la gestione di Oswaldo, avevano quasi sempre giocato da titolari: Miguel e Marcos Paulo, due promesse che però, nella prima parte della stagione, non avevano tenuto fede alle aspettative riposte. Più in generale, il tecnico del Flu ha preferito puntare su giocatori esperti, fra i quali spicca il trentottenne Nené, che in ha passato ha vestito, a lungo, la maglia del Cagliari.