indiscreto.info

“Vincere è l’unica cosa che conta”! Nel giorno del settantesimo compleanno di Marcello Lippi, capitato all’indomani della partita più pazza della stagione, mi torna in mente un dictat, IL dictat bianconero: “Vincere è l’unica cosa che conta”. Che a questo punto, per rispetto di chi ha coniato questo motto, andrebbe aggiornato così…

1) Vincere è l’unica cosa che conta in campionato!

Già, perché in Serie A la Juventus è un esempio quasi implacabile, una metafora splendidamente concreta di quanto la convinzione e il fabbisogno di vincere aguzzino l’ingegno, e ti portino a vincere, anche a costo di adattarti al destino pur di trovare ogni volta una soluzione vincente. Ogni volta che Roma, Napoli, e pure Milan (vedi polemiche sul goal di Muntari) e Inter (vedi polemiche sul fallo di Juliano riesumate proprio settimana scorsa)…

Ogni volta che chi non ha saputo vincere ha pianto, la Juventus ha sempre risposto alla stessa maniera: “Inutile parlare di episodi. Inutile parlare di arbitri. Inutile inventarsi ogni volta un caso sulla fortuna e il brutto gioco della Juventus. Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Una frase che anche quest’anno, nei momenti in cui la critica ai bianconeri si è maggiormente inasprita, è stata usata con successo per mettere a tacere tutti. Dato che c’è una cosa che mette a tacere tutti, ed è proprio il risultato.

2) Anche quest’anno vinci l’anno prossimo!

E invece, anche quest’anno, i gufi sono autorizzati a pizzicare le corde dell’orgoglio bianconero con il ritornello usato dagli stessi tifosi della Juventus in campionato: anche quest’anno vinci l’anno prossimo. Ogni anno una scusa, ogni anno un alibi che distrae le attenzioni dalla possibilità di soffermarsi, prendere consapevolezza dell’errore, imparare e superarsi.

Prima la finale l’hai persa perché il Barcellona ha Messi, poi sei uscito agli ottavi perché sei stato sfortunato a beccare il Bayern Monaco, che ha pure “rubato grazie all’arbitro” (ricordate Guardiola quando disse: “La Juventus che parla di arbitri non si può sentire”), poi hai perso la finale di Cardiff per colpa di Bonucci, poi hai perso ai quarti per colpa dell’arbitro impazzito e della fortuna dalla parte del Real Madrid.

Dunque, partendo proprio dal postulato bianconero secondo cui vincere è l’unica cosa che conta, sarebbe più giusto parlare di sudditanza psicologica nei confronti di un habitat sconosciuto: la Champions!

3) Chi di arbitro ferisce, di arbitro perisce!

Chiellini ai giocatori delle merengues: “You pay”. Caro Chiello, io ti adoro, sei un condottiero, e perdere momentaneamente la testa è umano. Ed è per questo che in Italia o ti si ama o ti si odia. Perché o ti si adora o ti si teme! Ma predicare in un modo in Italia, e razzolare in un altro in Europa, nell’epoca del perbenismo e del politically correct… fai la figura del rubentino, mica dello juventino.

4) Buffon: “Al posto del cuore, l’arbitro ha un bidone dell’immondizia”

Peggio di Zidane, proprio contro Buffon ai mondiali 2016! Quando un uomo diventa spiritualmente anziano, comincia a diventare retorico. A me sta frase sa tanto di piagnisteo da scuola media, recitato però con i toni di chi si ritira e si sente vecchio dentro. E di chi, sotto sotto, nel suo inconscio, semplicemente si sente rodere. Troppo facile fare l’eroe al Bernabeu senza avere addosso il peso del risultato. Un paio di anni fa la vittoria in casa dei galacticos, in modalità identiche, riuscì anche allo Schalke 04, il cui top player era Huntelaar, uno scarto di un Milan fatto di scarti.

A furia di aver paura di vincere e di restare vittima dell’ossessione europea, e a furia di invitare la propria squadra a giocare ogni volta per i supplementari, finisce che vince chi ha meno paura di riuscirci. Prestazione da urlo. Ma all’andata? Chi ha rincuorato i compagni mentre i galacticos sfilavano allo Stadium passeggiando sulle macerie della sua Juventus e sfiorando per 3 volte lo 0-4? Caro Gigi, i quarti di finale non durano 90, ma 180 minuti.

5) Var o non Var. Non è questo il problema!

Agnelli e Allegri si sono improvvisamente schierati a favore del Var. Max non mi era sembrato così convinto della tecnologia dopo quel 2-2 con l’Atalanta. Mi sembra proprio di risentire Sarri quando gioca prima della Juventus e dice che non ha avuto tempo per riposarsi, poi gioca dopo la Juventus e dice che la sua squadra dovrà fare i conti con l’ingiusto svantaggio dato dall’obbligo di rispondere ai bianconeri. Mah!

6) “A marzo vedremo!”

Questa storia deve finire. Questo ritornello ha scocciato. Max, la stagione finisce a maggio! E se continui a parlare di marzo per sottolineare che non sei obbligato a vincere la Champions, la Champions difficilmente andrà da Maometto, specie se Maometto si farà trovare assente.

7) L’obiettivo è vincere, no perdere a testa alta!

E non è neanche andare ai  supplementari. “Meritavamo i supplementari”. Lo hanno detto tutti: Buffon, Chiellini, Allegri e pure Agnelli. Oh, ma perché se hai fatto 29, non fai 30?Perché non lotti per guadagnarti il passaggio del turno? Perché sul 3-0 smetti di giocare e cominci ad aver paura? Idem a Cardiff: subisci goal, attacchi, fai 1-1, e poi? Hai di nuovo paura!

8) Mandzukic, Lichtsteiner e Matuidi fuori all’andata: che scandalo!

Se la scelta dell’arbitro di fischiare quel rigore merita quantomeno una valanga di dubbi. E allora perché nessuno parla delle scelte di Allegri? Lo avevamo scritto alla vigilia di questa partita (centrati “Gol Ospite” e “X2” super quotati): Mandzukic aveva già segnato contro il Real Madrid a Cardiff, Lichtsteiner ha cambiato la gara di ritorno in casa del Tottenham, e Matuidi è il centrocampista bianconero con la maggior percentuale di tackle vinti. Uomo chiave sia per dare dinamicità ad un centrocampo leggerino che per garantire quell’attacco alla profondità e al secondo palo, che spesso non riesce né a Dybala e né ad Higuain. A proposito…

9) Aver detto di aver comprato Higuain per vincere la Champions

Ma cosa? Anche questo lo avevamo scritto prima di poter accomodarci sulla comoda scrivania del senno di poi. Ma questo si caga addosso più o meno ogni volta che c’è una sfida europea decisiva e carica di pressione. È stato acquistato per difendere lo scudetto dalle unghia del Napoli, non per vincere la Champions.

Nelle ultime 3 partite contro il Real ha fatto 3 tiri centrali in 270 minuti. Per intenderci: Mandzukic ne hai fatti 3 di goal, e in 180 minuti. Ci sono giocatori e Calciatori. Giocatori per giocare contro le matricole e Calciatori per giocare le partite di Champions.

10) Ronaldo non è stato rispettato abbastanza

Ha segnato in tutte le partite di questa Champions e ha segnato in tutte le partite giocate contro la Vecchia Signora. Pensare di andare al Bernabeu e non subire un goal, mah… La traversa di Varane, il goal annullato a Isco, un altro paio di occasioni abbastanza nitide per la squadra di Zidane. Poi il rigore, scaturito da un’altra salita al cielo di Ronaldo. Insomma, aldilà della modalità e dei meriti della rimonta, il golletto subito è stato meritato. La partita è stata persa all’andata!

Morale della favola?

Chissà, questo 6-1 rifilato da Roma & Juventus a Barcellona & Real Madrid (dopo il 7-1 d’andata), ci ricorderà che a volte, invece di sprecare il tempo con gli ipocriti applausi all’avversario per salvare la faccia, è meglio rendersi conto che spesso si perde solo perché si ha paura di perdere, di confrontarsi. Solo perché non si ha il coraggio di voler vincere senza nascondersi dietro al comodo e fatalista “come va va”.

“Sii come l’acqua” dice Osho. La Juventus lo sa bene. Ma solo in campionato. Vedo Ronaldo, e vedo un lupo, che pur di mangiare, una volta si inventa la rovesciata, un’altra segna alla Pippo Inzaghi, un’altra volta si siede in panchina a motivare la sua nazionale, un’altra chiede l’aiuto del pubblico contro una zebra indomita, un’altra volta ancora, si spoglia delle vesti di finalizzatore, e pur di passare il turno, spinto dall’istinto primordiale di sopravvivere alla Champions, impara un’altra volta a volare, e si trasforma nell’attaccante che non è: quello che fa le sponde alla Luca Toni. E così firma l’assist da cui nasce il rigore da lui stesso trasformato in passaggio del turno.

È la legge del calcio signori

La legge del più forte, o del più affamato, o del più furbo, o del più intelligente che sia, è la legge del calcio. E secondo la legge del calcio, è più forte chi ottiene il risultato. Non si vince ai punti, e soprattutto non si vince né con i se e né con i ma. Quelli non ti aiutano neanche per l’anno prossimo.

Vince chi più impara, e questa Juventus anche quest’anno ha una grande opportunità: imparare che il suo limite sta nella testa, e no nella superiorità dell’avversario, e neanche nelle scelte dell’arbitro. È la sua stessa negatività che indirizza e compromette il risultato. Perché se all’andata invece di pensare a quanto è forte Ronaldo (la reazione di Barzagli è da spettatore, mica da calciatore!!!!!), si fosse lasciata guidare dalla consapevolezza e dalla fame di cibarsi dei difetti del Real Madrid, magari…

Magari la Vecchia Signora non si sarebbe sentita rodere, e non avrebbe ridotto l’occasione di imparare ad una adolescenziale scarica di colpe e responsabilità sull’obiettivo più facile da colpire: l’alibi, quest’anno l’arbitro.

Con Passione,
Il Direttore di Okpronostico.it