Cercando l’eccezione che conferma la regola statistica

Ero lì lì per scrivere che una partenza così bella non la vedevamo dalla prima straordinaria annata di Antonio Conte sulla panchina bianconera. In realtà sono passati solo due anni dall’ultima volta in cui la maratona scudetto è partita in maniera così tortuosa e allo stesso tempo così interessante. Non si parlava d’altro che del Napoli di Sarri e dell’Inter di Mancini. In realtà qualcuno credeva anche nella Fiorentina di Paulo Sousa, nessuno credeva in una Vecchia Signora scivolata così in basso da essere distante più di 10 punti dalla vetta. “Spogliatoio spaccato, troppi volti nuovi in rosa, gli addii di Pirlo e Tevez andavano posticipati”… sia i bar che i giornali brulicavano di tifosi bianconeri rassegnati e gufi mai così ottimisti.

Tra corsi e ricorsi storici

Poi tra fine novembre e inizio dicembre 2015 al San Paolo si giocò Napoli – Inter. La squadra di Sarri vinse, ma non convinse, in quanto in vantaggio di un uomo e addirittura di 2 reti a 0, subì prima un goal e poi addirittura due legni. A Napoli si fece festa per il sorpasso in vetta alla classifica di Serie A, ma io personalmente presente al San Paolo, decisi di non fidarmi di questo Napoli. Nella settimana successiva infatti, Sarri si fece schiacciare dalla pressione, delirò in conferenza stampa: “Quella contro il Bologna è la partita più importante, abbiamo tutto da perdere perché a pressione ora è tutta su di noi”, e puntualmente, come da pronostico, perse (3-2 al Dall’Ara dopo il parziale di 3-0). Arrivava Natale e nella settimana precedente la partita prima della sosta, alcuni giocatori nerazzurri cedettero alla tentazione di concedersi una serata “brava”. Gli equilibri all’interno dello spogliatoio nerazzurro si ruppero all’istante, e l’Inter perse in casa contro la Lazio.

La storia si scrive o riscrive con lo spirito

Ricomincia il nuovo anno, il 2016. E mentre la Fiorentina di Paulo Sosa piano piano evaporava, scivolando sempre di più verso la melma della corsa all’Europa League dato che a Roma nel frattempo, era arrivato Spalletti e la Lupa correva ch’era ‘na meraviglia, il Napoli riprendeva la sua marcia in vetta al campionato.

Ma in casa della Vecchia Signora intanto era già successo qualcosa di importante. Dopo Sassuolo – Juventus 1-0, Marotta chiuse tutta la squadra, allenatore compreso, negli spogliatoi. Erano le 23:30 di un turno infrasettimanale di Serie A, e tutta la stampa italiana non parlava d’altro, ecco il dictat di Marotta ai giocatori: “O andate d’accordo e vi ricompattate, oppure andate d’accordo e vi ricompattate”. E già, questione di fame di vincere, non solo di soldi.

Un giorno all’improvviso…

Fatto sta che mentre Higuain continuava a segnare a raffica, la Juventus a inizio inverno era in piena risalita, fin quando, con l’Inter rotolata ormai nel crepaccio del dimenticatoio, arrivava la partita delle partite. Allo Juventus Stadium il Napoli ci arrivò davanti in classifica, e in più, forte pure della vittoria casalinga d’andata.

Ma quella era ormai un’altra Juve. Il Napoli aveva paura, sembrava stesse giocando, ma in realtà cincischiaba. Higuain non capì quello che capì l’allora Dybala: in quelle gare, è bene anche abbassarsi a ridosso del centrocampo per dare riferimento alla squadra e per darle la possibilità di rimanere corta. Il Pipita invece, cercò continuamente la profondità e costrinse i piedi tremanti dei partenopei ad arrischiare continui lanci lunghi in verticale… I palloni persi dal Napoli, già a fine primo tempo non si contavano più. Poi entrò Zaza, e siccome gli 0-0 si conquistano solo con l’umiltà di difendersi e non con la paura di vincere, Juventus – Napoli finì 1-0.

E oggi… come allora?

Finirono tutti sulla terra ferma, e mentre Inter e Fiorentina ormai erano rotolati a valle, la Juventus salì in vetta, e riguardava nuovamente tutti dall’alto. Campionato virtualmente finito! Non restò che disquisire di differenze di fatturato, anzianità del progetto, del bel gioco di Sarri e del calore del San Paolo di Napoli.

Le quote oggi…

Secondo i bookmaker, anche questa volta come due anni fa, il Napoli ad oggi è il favorito per il titolo di Campione d’Inverno (2.20), ma non per lo scudetto (2.30). Dallo spogliatoio nerazzurro continuano ad arrivare messaggi d’amore da parte dei giocatori nei confronti di Spalletti. Perisic: “Si, mi ha convinto lui a restare in nerazzurro”. Ranocchia: “Fa sentire tutti uguali, senza preferenze né favoritismi. Da quando sono all’Inter, non si è mai respirata un’atmosfera simile”. Ma alla vigilia di Juventus – Inter, gli allibratori vedono favorita l’Inter sui bianconeri per il titolo di Campione d’Inverno (2.60), non per lo scudetto (addirittura quota 8.00). La Juventus invece, è la seconda favorita per il titolo invernale (2.30), la favorita per l’unico titolo che conta. (2.20).

Allegri intanto ha da pensare all’Olympiakos, tanto, come dice lui “Per lo scudetto, oggi pensiamo a restare lì, ne riparliamo a marzo”.