“Oh Marco sono le 9 e mezza e non hai ancora studiato un cazzo per domani, se vieni bocciato ti mando con lo zio sul cantiere quest’estateee!”. Questa è la mia sveglia, corre l’anno 2000 ed oggi è il 14 maggio. Non un giorno qualsiasi, questo è il giorno del 26° scudetto della mia squadra, la Juventus. Ieri ho fatto serata con Vincenzo, Riccardo e Luca per festeggiare, una ragazza mi ha dato il suo numero di telefono, non ricordo se sia bella o brutta, spero che il mio Sony Ericsson abbia registrato bene il suo numero…

Sono tornato alle 5 e svegliarsi alle 9 e mezza non è proprio il massimo, ma domani devo recuperare inglese se voglio essere ammesso agli esami. Quella stronza della De Marinis ha chiamato mia madre proprio la settimana scorsa e le ha detto che non avrebbe avuto problemi ad essere contraria alla mia ammissione se non avessi recuperato. Bastarda. Esco in cucina e vado a fare colazione, mio fratello è già sveglio ed è lì che guarda “Willy il Principe di Bel-Air”, vedo cugino Carlton che balla sulle note di “It’s not Unusual” di Tom Jones, mi ricorda un tipo che ho visto ieri sera. Inizio a ridere, ma con la coda dell’occhio vedo mia madre che mi lancia uno sguardo dei suoi, capisco che non è il momento.

Torno in camera mia e vedo il poster di Del Piero, subito mi ricordo che oggi è il gran giorno: la mia Juve torna a vincere il titolo! Non è assolutamente il giorno per studiare, proprio oggi no. Magari domani mi alzerò presto e studierò qualcosa di inglese, almeno per prendere quel fottutissimo 6! Torno a guardare Del Piero, quest’anno ha giocato discretamente, gli manca quel guizzo che aveva prima di quel maledetto infortunio, però gli voglio comunque bene come ad un fratello.

Giochiamo contro il Perugia, all’andata li abbiamo schiantati per 3-0 e la rete iniziale l’ha segnata proprio lui, Pinturicchio. Oggi gioca in coppia con Inzaghi, un animale da goal che a volte oscura Alex (Pippo, perdonami, ma a volte mi sei stato un po’ antipatico, specialmente quando hai avuto quelle tinte rossonere). Alle 3 inizia inizia la partita, la Lazio ci è dietro di 2 punti, il fatto che possa sorpassarci non mi passa neanche per l’anticamera del cervello. Finisco di pranzare e mi reco al “Tuttoscommesse” sotto casa, la schedina prima dell’inizio delle partite è ormai diventata un rito da compiersi ogni settimana. Oggi mi sento fortunato, non guardo neanche le quote e decido di giocare solo le singole, come al vecchio Totocalcio.

“Bari – Bologna X”

“Cagliari – Inter 2”

“Fiorentina – Venezia 1”

“Lazio – Reggina 1” (un po’ a malincuore, ma non me ne frega nulla, Del Piero segnerà su punizione e Zidane chiuderà la gara alla fine)

“Milan – Udinese 1”

“Parma – Lecce 1”

“Torino – Piacenza 1”

“Verona – Roma X”

“Perugia – Juventus 2”

 

Per scaramanzia non avevo mai giocato la Juve nella mia schedina, ma oggi è un giorno speciale e nulla potrà andare storto. Mi reco alla cassa dove c’è la signora Giulia vicino ad una specie di computer che emette strani rumori quando stampa la schedina. La signora Giulia rientra in quella speciale categoria comunemente definita oggi “Milf”. Mi ha sempre imbarazzato un po’ parlarle, arriva il mio turno e comincio a dettarle la schedina. Fa abbastanza caldo e giustamente la signora Giulia decide di mettere in mostra il suo ben di dio. Ok, non riesco a guardarla negli occhi, lo sguardo scivola precipitosamente sulla sua scollatura, confusione. “Perugia – Juventus 1” le dico, confusione…. ”Vado con la stampa?”.

Con un sorriso un po’ scemo le dico “Si”. Mi dà la bolla, neanche la controllo, mi siedo e guardo la TV con il magico decoder Tele+ vicino. Iniziano le partite. Passa mezz’ora, è l’inizio della fine. La Lazio va in vantaggio con Simone Inzaghi su rigore, al “Curi” di Perugia si abbatte il diluvio universale. La Juve è ancora ferma sullo 0-0, sono fiducioso, alla fine del 1° tempo vedo Davids tentare un tackle in scivolata e alzare una marea d’acqua che inghiottisce Materazzi (giocatore che ho amato solo a cavallo tra giugno e luglio 2006).

Finisce il 1° tempo. Controllo la schedina. Mi manca solo l’Inter che sta pareggiando 0-0 a Cagliari e la Roma, in vantaggio 1-2 a Verona. Con mio immenso orrore mi fermo sull’ultima partita: “1” a Perugia-Juventus? Non ci credo. Mi mancano due partite per prendere 1 milione di lire ed a Perugia-Juventus c’è l’ “1”?! Guardo la signora Giulia, non me ne frega niente delle sue tette, sono solo arrabbiato con lei. Ha sicuramente sbagliato nello scrivere, è impossibile che io abbia giocato la sconfitta della Juve. Mi fermo un momento, ci penso, poi mi accorgo di essere un coglione e che effettivamente la colpa è solo mia.

Inizia il 2° tempo di tutte le partite, tranne di una. La diretta si ferma su Perugia-Juventus, l’inviato dice che l’arbitro Collina non farà riprendere la gara perché il campo è impraticabile. Inizio un po’ a turbarmi, poi penso che se la gara verrà rinviata tanto di guadagnato per noi.

Dunque, guardo le altre partite e come volevasi dimostrare, il Verona pareggia con la Roma e l’Inter va in vantaggio a Cagliari. Tutto ciò è meraviglioso, infatti se la gara della Juve verrà rinviata la sua quota verrà tolta dalla mia schedina ed anche se non prenderò più 1 milione, guarderò la gara dello Scudetto con un nuovo paio di Levis che la vincita mi assicurerà. Sta tutto filando liscio, quando all’improvviso la diretta si sposta ancora sul campo del Perugia e vedo Collina parlare con i capitani, Conte e Calori. L’inviato di Tele+ esclama che la partita si riprende, brutti presagi invadono la mia mente.

Sono ancora convinto che la Juve vincerà, in quel momento mi interessa solo la partita. La schedina può anche andare a farsi fottere, lo Scudetto no. Sono passati circa 70 minuti dalla fine del 1° tempo, Amoruso e Rapajc aprono le danze del 2°. Sembra di essere nel vecchio West: l’atmosfera del centro scommesse è elettrica, gufatori di altre squadre contro tifosi juventini, tutti lì, a guardare lo schermo. Sono le 17:20, goal del Perugia. Segna Calori su rinvio sbagliato di Conte. Oh capitano, mio capitano…

Il centro scommesse trema, tutti gli anti-juventini esplodono in grida ed urla assordanti, io chiudo gli occhi e non ci credo. Non ci crederò neanche alle 18:04, quando la diretta si sposta all’Olimpico e ci sono i tifosi laziali a festeggiare. Tutto questo è impossibile. Come è potuto accadere ciò? Non so cosa pensare, non ricordo neanche di aver giocato una schedina. Torno a casa, dove sento solo quello scemo di mio fratello ululare di gioia davanti alla TV venendomi incontro gridandomi sfottò e insulti. Normalmente ci avvinghieremmo in prese da wrestling, ma io proprio questo pomeriggio non ne ho la forza.

Vado dritto in camera, mi stendo sul letto e vuoto le tasche sul comodino. Proprio lì, accanto alle sigarette vedo un pezzo di carta stropicciato. So che è lei. Nonostante quel pezzo di carta valesse 1 milione di lire, non ho il coraggio di guardarla né di toccarla. Bussano alla porta, è mia madre. Non mi sarei mai aspettato che venisse a consolarmi, quel gesto d’amore mi convince a studiare inglese. È giunta mezzanotte, ormai so tutto su Winston Churchill e guardando una sua foto mentre stringe un sigaro mi viene voglia di una sigaretta.

Mi avvicino al comodino e guardò di nuovo quello stropicciato foglio di carta. Esco sul balcone, accendo la sigaretta e ricontrollo la schedina. Ebbene si, quel “Perugia – Juventus 1” è vero, come è anche vero il fatto che la mia squadra abbia perso lo Scudetto. Ho vinto 1 milione di lire, corre l’anno 2000, sta per scattare il XXI secolo e c’è il Giubileo. Ah, domani ho l’interrogazione di inglese.